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immagineChe senso ha far crescere una filiera e poi affossarla? È questa una delle domande che oggi è stata lanciata dalla conferenza stampa indetta da assoRinnovabili per dire no alllo spalma incentivi, il provvedimento per ora "fantasma" che causerebbe, se confermato, una strage di Pmi attive nel comparto fotoovltaico, che in teoria si vorrebbero aiutare attraverso una riduzione del 10% sui costi della bolletta.

L'evento è stata anche l'occasione per parlare della campagna #salvarelerinnovabili, che prevede anche l'uscita di un annuncio sui principali tre quotidiani italiani (Corriere della Sera, La Repubblica, Il Sole 24 Ore), al fine di mantenere alta l'attenzione sul tema.

8 MISURE A DANNO DEL FOTOVOLTAICO - Proprio sul sito Salvarelerinnovabili, l'associazione ricorda che si tratta solo dell'ultima modifica regolatoria di una lunga serie che hanno interessato il settore fotovoltaico. Con un impatto catastrofico. Assorinnovabili ne conta 8:

1) Scambio sul posto

Delibera 614/2013/R/efr – Dicembre 2013 Autorità per l'Energia Elettrica il Gas e il sistema idrico

Il provvedimento ha apportato delle modifiche alla normativa sullo scambio sul posto prevedendo l'aggiornamento del limite massimo per la restituzione degli oneri generali di sistema. A fronte di un limitato beneficio economico sulla componente A3 (0,00006 €/kWh), le modifiche proposte ridurranno la redditività di un'alta percentuale di impianti a fonti rinnovabili che oggi usufruiscono dello scambio sul posto, alimentando ulteriori aggravi e un clima di incertezza per la generazione distribuita.

2) Prezzi minimi garantiti

Delibera 618/2013/R/efr- Dicembre 2013 Autorità per l'Energia Elettrica il Gas e il sistema idrico

È stato ridotto notevolmente il valore dei Prezzi Minimi Garantiti per gli impianti fotovoltaici in regime di Ritiro Dedicato. Colpisce direttamente tutti gli impianti al di sotto di 1 MWp di potenza installata, proponendo prezzi minimi nei fatti al di sotto dei valori di mercato.

3) Profili catastali e aspetti fiscali degli impianti fotovoltaici

Circolare n.36/E – Dicembre 2013 Agenzia delle Entrate

Il provvedimento ha introdotto diverse novità che impattano pesantemente sul settore fotovoltaico. In particolare, viene definita nel 4% (da un precedente 9%) l'aliquota di ammortamento fiscale degli impianti. Il risultato è un incremento significativo dell'IRES pagate dalle società proprietarie di impianti.

4) IMU sugli impianti foovoltaici

Gli impianti fotovoltaici sono stati considerati beni immobili da accatastare. Come tali sono stati soggetti prima ad ICI ed ora ad IMU. Il valore delle rendite catastali, soggettivo e diverso per ciascuna Provincia italiana, è in alcune zone altissimo, con un impatto considerevole sui conti economici delle società proprietarie degli impianti.

5) Robin Hood Tax

Decreti legge 138/2011 e 69/2013 ("Decreto del fare")

Con il decreto legge 138/2011 le società del settore delle energie rinnovabili sopra certi limiti di fatturato e di utile sono state assoggettate a Robin Hood Tax. L'aliquota addizionale, pari al 10,5% per tre anni decorrenti dal 2011, ha innalzato l'aliquota complessiva Ires al 38%. (rispetto al 27,5% per le altre società). Il provvedimento ha impattato sulle società di maggior dimensione, che stavano creando consolidamento e conseguente professionalizzazione del settore. Il recente Decreto del Fare ha poi ulteriormente abbassato la soglia di fatturato e utile per l'applicazione della Robin Hood Tax, colpendo così anche operatori più piccoli.

6) Mancato aggiornamento della tariffa incentivante del Primo Conto Energia

(DM 28/07/2005) Decreto Ministeriale 6 febbraio 2006

Il Primo Conto Energia prevedeva un adeguamento ISTAT della tariffa incentivante. Questo provvedimento ha cancellato tale aumento ai produttori che hanno presentato la domanda nel 2005 e nel 2006, modificando retroattivamente quanto stabilito dal DM 27/07/2005.

7) Oneri di gestione

introdotti dal Quinto Conto Energia ed applicati retroattivamente a tutti i precedenti Conti Energia, Decreto Ministeriale 5 luglio 2012

Il provvedimento ha stabilito che, a partire dal 1° gennaio 2013, i soggetti responsabili che beneficiano delle tariffe incentivanti del Conto energia (di tutti i Conto energia, dal Primo al Quinto) sono tenuti a corrispondere al GSE, mediante compensazione degli incentivi spettanti, un contributo di 0,05 centesimi di euro per ogni kWh di energia incentivata. Le somme andranno a coprire gli oneri di gestione, verifica e controllo in capo al GSE medesimo.

8) Annullamento della componente tariffaria CTR

Il Corrispettivo per le perdite di trasmissione, pari a 4,16€/MWh, è stato azzerato.

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Roberta Ragni

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