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inghilterra taglio incentivi fotovoltaicoTutto il mondo è paese: nel Regno Unito il Governo si accinge a tagliare gli incentivi al fotovoltaico a terra adducendo le stesse identiche motivazioni dei Governi di altri paesi europei. Attirando le stesse identiche critiche da parte degli ecologisti e facendo lo stesso identico favore alle big dell'energia.

Secondo quanto riporta la stampa inglese il Governo di Sua Maestà starebbe per tagliare i sussidi pubblici ai grandi impianti fotovoltaici, notizia che si aggiunge all'annuncio da parte del partito Tory di voler ridurre gli incentivi anche all'eolico onshore, qualora riuscissero a vincere le prossime elezioni politiche dell'anno prossimo. La battaglia contro le rinnovabili inglesi, quindi, è a tutto tondo.

Un portavoce del Governo ha affermato che il nuovo sistema di incentivi dovrebbe essere più giusto e bilanciato e con un impatto minore sulle bollette dei cittadini. Ma Paul Barwell, a capo della Solar Trade Association britannica, ha commentato: "L'industria sarebbe allarmata da proposte di questo tipo e sorpresa da un trattamento così duro".

Alasdair Cameron, dell'associazione ambientalista Friends of the Earth, ha detto chiaramente che la proposta di tagliare gli incentivi danneggerebbe le prospettive economiche dell'industria del solare, che è già stata colpita più volte negli ultimi quattro anni: "Il supporto finanziario è già sceso e ulteriori riduzioni dovrebbero essere portate avanti solo in modo programmato, man mano che i costi degli impianti scendono. Ma tirare improvvisamente il tappeto sotto i piedi dell'industria dell'energia pulita non ha senso e metterebbe a rischio migliaia di posti di lavoro".

Discorsi, sia quelli del Governo che quelli delle associazioni, assolutamente simili a quelli già sentiti in Germania e, soprattutto, in Italia. Con la differenza che il Regno Unito ha appena 2,7 GW di fotovoltaico e oggi ha un target al 2020 di circa 12 GW. Già meno dell'obiettivo fissato nel 2012: 20 GW entro il 2020.

Nonostante gli obiettivi siano onestamente bassi per una potenza industriale come il Regno Unito, anche considerando la scarsa insolazione delle isole britanniche, l'idea è quella di disincentivare i parchi fotovoltaici su suolo agricolo oltre i 5 MW di potenza. L'unica buona notizia è per il solare fotovoltaico di comunità, con potenza compresa tra i 5 e i 10 MW e su tetto, che con la riforma degli incentivi dovrebbe ricevere un supporto maggiore rispetto al fotovoltaico installato a terra.

Peppe Croce

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