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immagineProcede lo sviluppo del fotovoltaico nello Stato indiano del Rajasthan: la tedesca IBC Solar ha iniziato i lavori di un impianto solare da 5,5 MW. Lo sta costruendo nel deserto.

Il cielo è blu sul Rajasthan ma molto più in basso, a livello del terreno, sabbia e polvere abbondano. Costruire un impianto fotovoltaico in una zona desertica come questa non è semplice, anzi è una vera e propria sfida tecnica, ma i 300 giorni di sole l'anno fanno gola a chi produce energia rinnovabile. Ci sta provando, nel distretto di Jodhpur, IBC Solar: 5,5 MW, che si aggiungono ai 18 MW già installati in India.

IBC Solar ha già spianato l'area che ospiterà il parco fotovoltaico e piantato speciali pali per realizzare le fondazioni della sottostruttura. Sottostruttura che, oltre a ospitare i pannelli solari, farà anche da schermo agni inverter e ai cablaggi in modo da farli stare in ombra e al riparo dalla sabbia e dalla polvere. Si tratta, in buona sostanza, di un modo di costruire impianti fotovoltaici ben diverso da quello al quale siamo abituati in Europa.

"Soltanto impianti fotovoltaici progettati e installati con professionalità possono garantire rendite sicure agli investitori - ha spiegato Reinhard Ling, Business Manager di IBC SOLAR Projects Private Limited di Mumbai - Attenti controlli durante l’intero processo di installazione assicurano la massima efficienza dell’impianto e offrono ai nostri clienti un piano di investimento sicuro". E, a proposito di sicurezza, il parco fotovoltaico sarà blindato: è stato costruito un muro e tutta l'area è videosorvegliata notte e giorno. In una zona distante un'ora di strada dalla prima stazione ferroviaria, nel bel mezzo del deserto indiano, le precauzioni non sono mai troppe.

Il Rajasthan, quindi, sta cercando di realizzare i suoi ambiziosi obiettivi fotovoltaici. Ambiziosi è dire poco, visto che si parla anche di un altro progetto da 4 GW in un parco solo. L'intera India, d'altronde, quest'anno sarà meta di pellegrinaggio per moltissimi investitori del fotovoltaico anche se i requisiti tecnici sulle forniture e la manodopera locale, necessari per ricevere gli incentivi statali, hanno già fatto storcere il naso a molti.

Peppe Croce

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