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London-ArrayLondon Array, il più grande parco eolico off-shore del mondo, è ora pienamente operativo. È stata attivata, infatti, l'ultima delle 175 turbine, situata sull'estuario del fiume Tamigi che, ora, è in grado di generare energia elettrica pulita.

Quest'ultima turbina del London Array è stata attivata nella giornata di ieri ed è stata descritta dal settore eolico britannico come "un atto di valore monumentale dell'ingegneria verde".

La prima sezione del London Array si estende su di una superficie di 90 km2 e possiede una capacità complessiva di 630 megawatt, ossia abbastanza per alimentare mezzo milione di case. Questo traguardo rappresenta il culmine di più di due anni di lavori di costruzione in mare aperto da parte dei comproprietari della centrale, Dong Energy, E.ON e Masdar. E, si sostiene, possa giungere a ridurre le emissioni di anidride carbonica di oltre 900 mila tonnellate l'anno. "La Gran Bretagna ha un vero successo da celebrare, il più grande parco eolico offshore operativo al mondo che genera energia elettrica pulita per le case inglesi e per le imprese", ha dichiarato Maria McCaffery, Chief Executive di RenewableUK.

La costruzione del London Array è iniziata nel luglio 2009. Il primo passo fu quello di intraprendere la costruzione della stazione sotterranea onshore di Clive Hill. La costruzione dell'impianto offshore è iniziata nel marzo 2011, quando sono state installate le prime fondamenta del progetto. La prima turbina, invece, è stata installata nel gennaio 2012, mentre quella più recente è stata messa a punto nel dicembre dello scorso anno. "Questo è l'importante traguardo finale della fase di costruzione e il culmine di più di due anni di lavori di costruzione in mare aperto che ha avuto inizio nel marzo 2011 con l'installazione della prima fondazione", ha affermato il direttore del progetto London Array, Richard Rigg.

La notizia dell'avviamento di ieri segue quella dell'accensione anche di un'altra turbina, installata presso la centrale eolica offshore Lincs 75 il 31 marzo, a largo della costa di Skegness ed ha la capacità di fornire energia a più di 200 mila case. L'impianto sarà gestito e mantenuto dalla sede di Grimsby.

McCaffery ha spiegato che questi parchi eolici offshore sono solo due tra un numero piuttosto vasto di altri presenti nel Regno Unito, tra cui uno in Teesside, a Gwynt y Mor (al largo della costa del Galles del Nord) e Gunfleet Sands, al largo della costa dell'Essex. Queste centrali sarebbero in grado di usufruire dei venti del mare aperto che soffiano in queste zone e ciò depone a favore della futura crescita del settore eolico nel Regno Unito. Tra i futuri progetti anche la creazione di 76 mila posti di lavoro entro l'inizio del prossimo decennio, che dipenderà dalla determinante legislazione che dovrà passare al Parlamento. "Per mantenere il vantaggio globale del Regno Unito per quel che riguarda lo sfruttamento del vento in mare aperto, è di vitale importanza per noi mantenere questo slancio. Dobbiamo fare in modo che la legislazione, fondamentale per lo sviluppo del settore, passi attraverso il Parlamento e saremo in grado di sbloccare miliardi di sterline di investimenti per diversi progetti a basso tenore di carbonio, come il London Array", ha concluso McCaffery.

Federica Vitale

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