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eolico_offshore_bisUn parco eolico off-shore galleggiante, caratterizzato da un sistema di controllo che gli permette di ruotare su sè stesso.

È quanto potrebbe presto realizzare la società svedese Hexicon per fornire al piccolo Stato di Malta il 9% del proprio fabbisogno elettrico. La descrizione del progetto è stata, infatti, inviata al Malta Environment and Planning Authority.

Si tratterebbe di 36 turbine appoggiate a una piattaforma a forma di esagono, di 460 metri di larghezza piattaforma, per una potenza totale di 54 MW, ovvero circa il 9% dell’energia attualmente generata sull’isola. La piattaforma sarebbe ancorata al fondale marino con dei cavi, ma all’occorrenza potrebbe anche ruotare di 360 gradi in 30 minuti.

Identificato anche il luogo in cui verrà installata: secondo il report verrà realizzata a nord-est di Malta, a circa 11 miglia navali dalla costa, dove la profondità del mare è tra i 100 e 150 metri. La società svedese sostiene che la sua piattaforma ha una durata prevista di 50 anni e le turbine hanno un’aspettativa di vita di circa 25 anni.

Ora l’applicazione della tecnologia Hexicon au larga scala è stata analizzata ed esaminata dall'Agenzia Svedese per l'Energia, dalla Resources Authority maltese e dal Ministero dell'Agricoltura della Repubblica di Cipro. Se il progetto andrà in porto, anche grazie al finanziamento da parte dell’Ue attraverso il sistema Ner300, i lavori potrebbero iniziare a giugno 2014.

Mentre l'Unione europea ha già circa il 20% della sua energia proveniente da rinnovabili, la piccola isola di Malta è rimasta ferma ad appena 1-2% di energia proveniente da fonti pulite. Ma a causa delle piccole dimensioni ha da lungo tempo pensato all’eolico-offshore per risolvere i propri problemi di approvvigionamento elettrico.

Il nuovo parco eolico galleggiante diventa, allora, la chiave di volta, nei piani nazionali, per raggiungere l’obiettivo richiesto dall’Ue del 10% entro il 2020. Aggiungendo all’impianto Hexicon l’attuale 1-2% di energia prodotta da fonti rinnovabili, il piccolo Paese riuscirebbe a centrare l’ obiettivo fissato al 2020 con diversi anni di anticipo, nonostante la partenza piuttosto rallentata.

Roberta Ragni

 

GreenBiz.it

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