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egp_ricerca_250x166 È fondamentale investire in ricerca e sviluppo”. Ad affermarlo è stato l’amministratore delegato Enel Green Power, Francesco Starace, riferendosi al settore delle rinnovabili durante il convegno "Going For Green", patrocinato dall'Ambasciata britannica a Roma e dal Kyoto Club. Intanto la sua azienda porta a casa due risultati importanti sul fronte estero: il completamento di un nuovo parco eolico in Portogallo e la firma di un accordo con il gruppo industriale turco Uzun per lo sviluppo della geotermia.

Secondo quanto ricordato da Starace, non è possibile trascurare la crescita delle energie pulite a livello mondiale, non soltanto in termini di fama, ma anche di investimenti: sono 180 i miliardi di euro riversatisi nel settore e la capacità installata è salita del 6% persino in certe zone dove il sistema di incentivazione è molto basso (America Latina o Africa, ad esempio). Sale la domanda di energia, ma la risposta a breve termine è una sola: le rinnovabili.

Un ruolo chiave, secondo l’ad di Egp, l’ha ricoperto finora la ricerca, ma una ricerca di tipo particolare, che si concentra su risultati rapidi come l’evoluzione del mercato e della tecnologia legata al settore. Nel 2010 gli investimenti in ricerca & sviluppo hanno raggiunto quota 28 miliardi di euro e 11 di questi provengono dalle aziende. Ecco perché anche Egp investe parecchio per tenersi al passo con i mutamenti dello scenario energetico.

In particolare, ha spiegato ancora Starace, le fonti rinnovabili sono state suddivise in tre filoni di ricerca differenti, in base al grado di sviluppo. Il primo comprende il geotermico, le biomasse e l’eolico onshore, vale a dire quelle tecnologie che l’azienda ha classificato come “mature”. Nel caso delle biomasse, l’ad ha ricordato che per Egp occorre ripensare il modo di concepire questa forma di erergia, essendo molto antica ma ancora in grado di evolversi per raggiungere nuovi traguardi. Nel secondo filone rientrano, invece, il fotovoltaico, l'eolico offshore e il solare termodinamico. Si tratta di tecnologie in una fase commerciale iniziale, per le quali sono in cantiere investimenti consistenti. Infine, l’ultima categoria, che racchiude i sistemi che permettono di ottenere energia dall’idrogeno, dalle maree o dalle onde, tutti meccanismi ancora in fase embrionale, non pronti per uscire dai laboratori e tramutarsi in progetti concreti e soluzioni che la società possa sfruttare.

Detto questo, la società di Enel dedicata alle rinnovabili ha, intanto, annunciato due nuovi traguardi.

Il primo riguarda l’entrata in esercizio di un nuovo impianto eolico in Portogallo. Alvaiázere – spiega una nota dell’azienda - è composto da 5 turbine da 2 MW ciascuna, per una potenza totale installata pari a 10 MW. Produrrà a regime 29 milioni di kWh, pari al fabbisogno di consumo di quasi 11 mila famiglie. Eviterà l’emissione in atmosfera di circa 21.500 tonnellate di CO2.

Prossimamente, saranno installati altri 8 MW, che faranno lievitare a 18 MW la capacità totale installata di Alvaiázere. Al momento, la capacità totale installata da Egp in Portogallo è pari a oltre 140 MW, di cui 96 MW nell’eolico.

Il secondo traguardo è stato raggiunto nel settore della geotermia. Si tratta di un accordo con il gruppo industriale turco Uzun per lo sviluppo di impianti geotermici in Turchia. Secondo un’altra nota dell’azienda, sarà costituita una società di ricerca ed esplorazione gestita e partecipata a maggioranza da Egp e per una quota di minoranza da Meteor, società controllata al 70% da Uzun e al 30% dalla società turca di consulenza geotermica G-Energy. Questa nuova società deterrà un pacchetto di 142 licenze esplorative nella zona occidentale della Turchia, dove saranno effettuate attività di esplorazione superficiale e profonda, volte all’individuazione di risorse geotermiche adatte alla generazione di energia elettrica e calore.


Le licenze sono state ottenute dalla Meteor sulla base alla legge che consente ai privati di investire nella ricerca di risorse geotermiche per un futuro utilizzo come fonte di produzione di energia, riscaldamento e per l’agricoltura. Egp finanzierà inizialmente l’esplorazione di superficie, necessaria ad identificare le zone idonee allo sviluppo dei progetti geotermici; Meteor parteciperà pro-quota agli investimenti effettuati da Egp per le attività di esplorazione sia superficiale che profonda. Individuate le zone adatte, saranno poi costituite società a maggioranza Egp per lo sviluppo di ciascun progetto. Sempre secondo i dati forniti dall’azienda, sono 86 i MW geotermici già installati in Turchia, ma il governo locale prevede nel suo piano quinquennale lo sviluppo al 2015 della capacità installata nel settore per ulteriori 600 MW, finalizzati alla generazione di energia elettrica. Inoltre, la recente legge del 29 dicembre 2010, prevede un incentivo per 10 anni variabile a seconda della risorsa utilizzata, a cui se ne somma un altro per i primi 5 anni nel caso in cui si utilizzino apparati prodotti in Turchia.

Anna Tita Gallo

GreenBiz.it

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