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immagineIl Consiglio di Stato ha pubblicato la sentenza relativa al ricorso dell'AEEG contro l'annullamento della sua Deliberazione 281/12 da parte del Tar Lombardia su impugnazione dell'ANEV.

Con la sentenza 02936/2014 il CdS respinge il ricorso dell'Autorità, e rende definitivo l'annullamento di tale Deliberazione, riconoscendo la correttezza delle motivazioni delle sentenze del TAR, e quindi delle censure proposte dell'ANEV, confermando che gli operatori da fonte eolica non dovranno più pagare gli oneri di sbilanciamento come individuati dall'AEEG con la annullata Deliberazione in quanto ritenuti discriminatori per gli impianti alimentati da fonti rinnovabili non programmabili.

Il CdS correttamente aggiunge, come da sempre sostenuto dall'ANEV che:

"la riscontrata discriminazione non può ritenersi superata in ragione della previsione di apposite franchigie, atteso che le stesse, come si afferma negli stessi provvedimenti dell'Autorità, non sono differenziate in ragione della tipologia di fonte".

A fronte di questa ulteriore pronuncia, che si aggiunge alle altre precedenti e di pari segno, l'ANEV ribadisce la propria piena condivisione del principio, peraltro ripreso anche dal Consiglio di Stato, che le fonti rinnovabili non programmabili possano contribuire anche loro agli oneri di sbilanciamento, ma solo nei limiti in cui questo non risulti discriminatorio rispetto alle altre fonti, e quindi nei limiti di quanto tecnicamente possibile.

"Premesso che l'eolico non è una fonte programmabile, e che fortunatamente il TAR lo ha sancito, l'ANEV come noto da molto tempo auspica la definizione di una normativa specifica che consenta al sistema di ridurre gli oneri complessivi derivanti dagli sbilanciamenti, tutelando gli operatori del settore", aveva spiegato a GreenBiz.it oltre un anno fa, ad Aprile 2013, Simone Togni, presidente dell'Anev.

L'Associazione, nel dichiararsi pienamente soddisfatta dell'accoglimento pieno delle proprie posizioni, ribadisce, come fa ormai da tempo, la propria disponibilità a contribuire ad una soluzione equilibrata che responsabilizzi gli operatori senza discriminarli.

"Un grande risultato per tutto il settore in generale, e per la nostra associazione in particolare – commenta Agostino Re Rebaudengo, presidente di assoRinnovabili, a valle della sentenza. Il percorso è stato lungo e non privo di ostacoli, ma l'importante è che finalmente sia stato posto rimedio ad una disciplina ingiustamente lesiva degli interessi dei produttori di energia pulita".

L'accertata illegittimità delle delibere, tuttavia, non dovrà corrispondere ad una nuova stangata sulla bolletta dei consumatori. Su questo punto Re Rebaudengo ha le idee molto chiare:

"È con grande senso di responsabilità che intendiamo affrontare la questione dei costi, che resteranno a carico degli operatori. Ci auguriamo, pertanto, che la futura regolazione economica e tecnica che l'Autorità dovrà predisporre, introduca meccanismi equi e calibrati sulla specificità delle singole fonti e che tenga conto delle difficoltà ad effettuare previsioni affidabili di immissione in rete".

Per leggere la sentenza clicca qui

Roberta Ragni

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