Menu

eolico solareNuovi sistemi di accumulo dedicati al fotovoltaico e all'eolico. Anche a Stanford il tema dello storage dell'energia è al centro dell'attenzione.

Una grande sfida per le utilities è trovare nuovi modi per immagazzinare l'energia eolica in eccedenza e metterla a disposizione su richiesta. Gli scienziati di Stanford hanno esaminato il "costo energetico" della produzione di batterie e di altre tecnologie per lo storage dell'elettricità.

Questione complessa questa. Secondo Michael Dale, ricercatore associato di Stanford, non sempre rinnovabili come l'eolico e il fotovoltaico sono in grado di produrre l'energia sufficiente ad alimentare la crescita del settore dello storage.

Ci vuole molta energia per costruire turbine eoliche e batterie per la rete elettrica. Ma gli scienziati di Stanford non sono certi che l'industria globale del vento produca oggi energia sufficiente a permettersi facilmente il costo energetico di costruzione di sistemi di storace su vasta scala.

Oggi, la domanda mondiale di energia solare ed eolica continua a salire vertiginosamente. Dal 2009, le installazioni globali fotovoltaiche hanno accumulato un aumento del 40 per cento all'anno in media. Anche la capacità installata delle turbine eoliche è raddoppiata.

La forte crescita delle industrie del vento e del sole ha velocizzato i progetti che prevedono test su larga scala di sistemi di storage in grado di stoccare il surplus di energia elettrica prodotta con le rinnovabili e consegnarla su richiesta nei momenti in cui la luce del sole e il vento scarseggiano.

Ogni volta che si crea una nuova tecnologia, devi investire una grande quantità di energia,” ha detto Michael Dale. “Gli studi dimostrano che le turbine eoliche e gli impianti fotovoltaici producono oggi più energia di quanta ne consumino. La domanda è, quanto ulteriore grid-scale storage possono permettersi le industri del vento e del sole?

Dale e i colleghi di Stanford hanno ipotizzato che, dal punto di vista energetico, l'industria dell'eolico possa facilmente permettersi grandi quantità di stoccaggio, più che sufficiente per fornire tre giorni di energia ininterrottamente. Tuttavia, lo studio ha rivelato che il settore del fotovoltaico può permettersene solo 24 ore. Ecco perché ci vuole più energia per la produzione di pannelli solari rispetto alle turbine eoliche .

Abbiamo esaminato l'onere aggiuntivo che sarebbe graverebbe sulle industrie di sole e vento per costruire le batterie simultaneamente e altre tecnologie di storage,” ha detto Dale. “La nostra analisi mostra che l'industria eolica di oggi, anche con una grande quantità di grid-scale storage, è energeticamente sostenibile. Abbiamo scoperto che anche l'industria solare può raggiungere una sostenibile capacità di stoccaggio, riducendo la quantità di energia”.

Per l'industria fotovoltaica, il team di Stanford ha spiegato che occorre più impegno per far sì che lo storage su larga scala sia sostenibile. Lo studio ha rivelato il sole che nuove tecnologie come le celle di silicio monocristallino stanno crescendo così velocemente da consumare più energia rispetto a quella che restituiscono alla rete elettrica. Da un punto di vista energetico, queste industrie “non sono in grado di sostenere qualsiasi livello di storage”.

In attesa che la tecnologia e l'innovazione aiutino lo storage anche per l'eolico, il produttore danese Vestas ha riacquistato la sua posizione come fornitore leader mondiale di turbine eoliche in termini di capacità, con 4850 MW installati nel 2013 secondo la società di ricerche di mercato GlobalData, raggiungendo il primo posto tra le aziende in termini di capacità totale installata.

grafico gd eolico

Al secondo posto si è piazzata la tedesca Enercon e al terzo la cinese Xinjiang Goldwind Science&Technology. La tedesca OEM Siemens è scivolata al quarto posto in classifica, mentre al quinto troviamo Suzlon Group.

Francesca Mancuso

LEGGI ANCHE:

Sistemi di accumulo: in Germania già realtà. Italia tra i mercati più promettenti

Sistemi di accumulo per fotovoltaico: parola d'ordine autoconsumo

Eolico off-shore in calo: trend e statistiche europee nel 2013

Aggiungi commento

Le idee e le opinioni espresse dai lettori attraverso i commenti a non rappresentano in alcun modo l'opinione della redazione e dell'editore. Gli autori dei messaggi rispondono del loro contenuto.


Codice di sicurezza
Aggiorna

Chi siamo

Network