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Efficienzaene30giugno

Efficienza energetica, una vera e propria fonte di energia pulita. Peccato però che essa non abbia la strada spianata come meriterebbe. La struttura progressiva della tariffa elettrica infatti potrebbe rallentare, se non ostacolare, la diffusione delle tecnologie innovative e degli usi efficienti dell’elettricità.

Se ne è parlato ieri in occasione della VII Conferenza nazionale per l’efficienza energetica, organizzata da Amici della Terra. Secondo l'associazione, infatti, la tariffa progressiva potrebbe frenare il decollo dell'efficienza in vari ambiti, da quello domestico/lavorativo ad esempio per le pompe di calore per la climatizzazione estiva ed invernale fino alla mobilità sostenibile con le auto elettriche. Per questo la soluzione potrebbe essere l'introduzione di una tassa sull'intensità di carbonio.

Secondo Monica Tommasi, Presidente di Amici della Terra:

“oggi, invece dopo gli investimenti nelle centrali e dopo i recenti costosissimi incentivi accordati alle rinnovabili elettriche, il minor consumo di elettricità indotto dalla tariffa progressiva va a danno di un sistema di produzione di energia elettrica fra i più efficienti al mondo e di una quota di energia elettrica rinnovabile fra le più alte d’Europa”.

Per questo l'associazione si è mostrata favorevole alla posizione assunta dall'Autorità per l’Energia che di recente ha fornito gli orientamenti finali della riforma delle tariffe.

L'idea dell'Aeegsi, lo ricordiamo, è quella di permettere agli utenti di modulare la potenza impegnata. Ma tante associazioni hanno aspramente criticato la novità, spiegando che avrebbe l'esito di aumentare la bolletta elettrica annuale per chi consuma meno di 2640 kWh/anno (l'81,5% delle famiglie italiane, pari a circa 24 milioni di famiglie su 29,3 milioni), considerando anche che 13,23 milioni di utenze con consumi minori avranno gli aumenti maggiori, compresi tra 70 e 100 euro l'anno. Al contrario, chi consuma di più avrà riduzioni delle bollette dal 20 al 40% all'anno.

Incentivi e bollette più care? Torna ancora alla ribalta l'annosa questione secondo cui gli aiuti di strato a favore delle rinnovabili elettriche graverebbero sui costi dell'elettricità.

Secondo Tommasi, il decreto, dato per imminente, consentirebbe nuovi incentivi a nuovi impianti eolici o di tipo speculativo.

“Un simile decreto smentirebbe le stesse preoccupazioni del Governo per il caro bollette e renderebbe del tutto inutile lo sforzo fatto per il varo dei due decreti spalma incentivi dello scorso anno, già pericolosamente esposti al giudizio della Corte Costituzionale”.

“Non è aggravando i costi delle famiglie e delle imprese per dare incentivi a impianti di dubbia utilità e di scarsa efficienza che si attenueranno i cambiamenti climatici. È ora di dare una vera priorità all’efficienza energetica e alle rinnovabili termiche, settori che, fra l’altro, consentirebbero anche la promozione di filiere industriali italiane”.

Per questo l'associazione ha scritto una lettera aperta al Governo suggerendo una “carbon intensity tax” che modifichi la fiscalità ambientale.

La proposta, contenuta nella missiva, è quella di introdurre una imposta sull’intensità carbonica dei prodotti che agisca come leva di fiscalità ambientale tramite la modulazione delle aliquote IVA per incentivare le produzioni più pulite e disincentivare quelle meno pulite.

“La manovra di fiscalità ambientale che proponiamo prevede di mantenere invariata la pressione fiscale complessiva anche tramite la modulazione dello strumento in funzione della sua efficacia rispetto al conseguimento dell’obiettivo di politica ambientale” spiegano.

Sarà davvero questa la soluzione per favorire l'efficienza e aiutare le rinnovabili?

Francesca Mancuso

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