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Che farne delle potature del verde pubblico? Buone notizie dal parte del Ministero dell'Ambiente che ha riconosciuto ufficialmente la possibilità di impiegare le biomasse residuali derivanti dalle attività di manutenzione del verde a fini energetici, quindi al di fuori della normativa in materia di rifiuti.

A stabilirlo è stata la nota U. 0006038 del 27 maggio 2015 inviata alla Fiper, la Federazione Italiana Produttori di Energia Rinnovabili. Quest'ultima aveva inviato una richiesta di parere il 19 maggio 2015 per la classificazione delle potature del verde pubblico e in particolare relativa all'uso a fini energetici sul territorio nazionale.

Ma anche in passato Fiper aveva sollecitato il Ministero adesprimersi su questo aspetto. Una richiesta di chiarimento necessaria, anche alla luce di interpretazioni contrastanti da parte degli organi di controllo e delle Amministrazioni locali.

Per fare alcuni esempi, negli ultimi mesi, anche a causa di eventi meteorologici straordinari, vi è stata un'evoluzione nell’interpretazione giuridica della gestione del “ verde pubblico”.

Arpa Toscana, ad esempio, riferendosi a questi casi ha formulato l’indirizzo secondo cui:

il materiale legnoso derivante dalle operazioni conseguenti a eventi metereologici straordinari possa venire gestito al di fuori della disciplina dei rifiuti nel rispetto della normativa citata”.

Anche il Comune di Firenze aveva provveduto a stilare una convenzione con l’azienda Biogenera srl che si era impegnata ad acquistare la biomassa legnosa derivante dalla caduta degli alberi e a usarla per la produzione di energia termica ed elettrica.

Occorreva quindi chiarire alcuni punti. E il Ministero dell'ambiente ha dato l'ok all'utilizzo delle biomasse residuali derivanti da attività di manutenzione del verde a fini energetici al di fuori della normativa in materia di rifiuti.

Secondo il Ministero, tali residui possono essere qualificati come sottoprodotti a patto che rispettino i 4 requisiti definiti dall’art. 184 bis del Testo Unico Ambientale, per il quale è un sottoprodotto, non un rifiuto una qualsiasi sostanza che soddisfa tutte le seguenti condizioni:

1) la sostanza o l’oggetto è originato da un processo di produzione di cui costituisce parte integrante, il cui scopo primario non è la produzione di tale sostanza od oggetto;

2) è certo che la sostanza o l’oggetto sarà utilizzato nel corso della stesso o di un successivo processo di produzione da parte del produttore o di terzi;

3) la sostanza o l’oggetto sarà utilizzato direttamente senza alcun ulteriore trattamento diverso dalla normale pratica industriale

4) l’ulteriore utilizzo è legale, ossia la sostanza o l’oggetto soddisfa, per l’utilizzo specifico, tutti i requisiti pertinenti riguardanti i prodotti e la protezione della salute o dell’ambiente e non porterà a impatti complessivi negativi sull’ambiente e sulla salute umana.

Da quattro anni la Fiper combatte una battaglia sulle potature del verde urbano che fino a ieri sono state considerate un rifiuto e come tali dovevano essere smaltite, con un costo notevole per le amministrazioni comunali. Il chiarimento del Ministero dell’Ambiente significa che questi residui da costo potranno diventare una risorsa; infatti il Comune invece di spendere dai 5 ai 7 euro al quintale di costo di smaltimento potrebbe recuperare 2-3 euro al quintale, nel rispetto dei requisiti definiti per i sottoprodotti, conferendolo alle centrali di teleriscaldamento e producendo calore. La forbice mi sembra notevoleha detto Walter Righini, presidente Fiper.

Francesca Mancuso

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