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biocarburanti ecologici europaAbbandonare i biocarburanti tradizionali verso una produzione più ecologica. Ecco la posizione che la Commissione Ambiente ha espresso martedì 14 aprile per l'Unione Europea.

Vorrebbe accelerare il passaggio a fonti alternative, come scarti e residui produttivi ma anche altre materie di partenza, tra cui le alghe.

Proprio grazie al sostegno della Commissione Ambiente, i legislatori hanno raggiunto un nuovo accordo. Il piano mira a ridurre le emissioni di gas a effetto serra derivanti dal crescente utilizzo di terreni agricoli sfruttati per le coltivazioni destinate ai biocarburanti.

I biocarburanti di prima generazione verranno posti sotto sorveglianti. La normativa vigente impone agli Stati membri dell'UE di garantire che il settore dei trasporti utilizzi energie rinnovabili almeno per il 10% entro il 2020.

I biocarburanti di prima generazione (da colture su terreni agricoli), secondo il compromesso appena approvato, dovrebbero rappresentare un massimo del 7% del consumo energetico del settore dei trasporti entro il 2020.

Il passo successivo riguarderà la produzione e la promozione dei biocarburanti di nuova generazione. Gli Stati membri dell'UE dovranno fissare un obiettivo nazionale entro 18 mesi dall'entrata in vigore della direttiva per i biocarburanti avanzati, ad esempio provenienti da determinati residui, rifiuti e nuove fonti.

Il progetto di legge stabilisce un obiettivo indicativo dello 0,5% per la quota di energia da produrre da biocarburanti avanzati come percentuale di energia derivante da fonti rinnovabili in tutte le forme di trasporto entro il 2020. Gli Stati membri possono fissare un obiettivo più basso per determinati motivi, come ad esempio un potenziale limitato per la produzione, vincoli tecnici o climatici, o l'esistenza di politiche nazionali che già destinino fondi commisurati agli incentivi per l'efficienza energetica e per il trasporto elettrico.

La Commissione Ambiente dell'UE sottolinea che l'utilizzo di terreni agricoli per la produzione di colture da biocarburanti riduce la superficie disponibile per le colture alimentari. Ciò si aggiunge alle pressioni per liberare più terra, ad esempio attraverso la deforestazione, per incrementare la produzione alimentare. Si tratta di un processo noto come cambiamento di uso del suolo indiretto (ILUC). Ma la deforestazione in sé aumenta le emissioni di gas a effetto serra, che può annullare anche del tutto gli effetti benefici dell'impiego di biocarburanti.

Il Parlamento Europeo chiese già nel 2008 di prendere in considerazione il fattore ILUC nella politica comunitaria sui biocarburanti, mentre i biocarburanti convenzionali hanno ricevuto fino a 10 miliardi di euro all'anno in sussidi pubblici. Il testo dell'accordo sarà messa ai voti dalla Camera durante la sessione plenaria del 27-30 aprile 2015 a Strasburgo. Gli Stati membri dovranno adottare la legislazione entro il 2017.

Marta Albè

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