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crccare_250x166Un team di scienziati cinesi e australiani ha scoperto un nuovo modo per ricavare energia pulita da terreni contaminati di scorie. I risultati ottenuti dalla collaborazione tra CRC Care, il Centro australiano di ricerca per la valutazione della contaminazione e la bonifica dell'ambiente, il suo partner offshore HLM Asia Group e l’università di Shaoguan si basano sull’utilizzo di una pianta, che estrae tossine dal suolo e che, una volta compiuto il proprio dovere, può essere convertita in energia.

Come la maggior parte dei paesi industrializzati, la Cina ha un numero elevato di siti contaminati da metalli pesanti, ma l’unica soluzione in passato è stata quella di rinunciare a loro e abbandonarli. Secondo le stime, un decimo delle terre rurali è affetto da inquinamento industriale, un dato da non sottovalutare visto che poi i prodotti della natura fatti nascere su quei terreni finiscono sulle tavole dei cittadini.

Ma torniamo alla scoperta del team australo-cinese. La pianta in questione si chiama Giant Napier Grass, cresce molto velocemente e – come si legge in un comunicato diffuso dal CRC Care - oltre a poter essere usata per pulire i terreni inquinati, si può convertire in etanolo. Si tratta di una pianta simile alla canna da zucchero, che cresce in condizioni anche molto critiche ed assorbe le tossine accumulandole nella propria parte alta e, contemporaneamente, immette ossigeno nel terreno.

Rame, nichelio e cadmio, zinco e piombo sono tra gli inquinanti che la pianta riuscirebbe a prelevare dal terreno.

Le biomasse raccolte da piantagioni che fanno capo all’ esperimento iniziale presso l’università di Shaoguan sono già state usate per generare elettricità, coprendo il fabbisogno di 100 famiglie. Al momento, è stato anche avviato un nuovo progetto in Nigeria, che potrebbe essere il coronamento dell’impresa; inoltre, dal CRC Care fanno anche sapere che il team sta lavorando sull’inquinamento prodotto da alluminio e su un possibile rimedio.

Anna Tita Gallo