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renzi svoltaLo sviluppo dell’Italia passa dalla green economy. Ne è convinto il neoministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, mentre il premier Matteo Renzi annuncia il taglio delle bollette energetiche per le pmi e lascia intendere di voler mettere mano al panorama della produzione e distribuzione dell'energia.

CONTI PUBBLICI E AMBIENTE - “Investire sulla Green Economy significa dare lo slancio alla crescita italiana e mettere in campo la più efficace spending review possibile”: con queste parole Galletti ha aperto il Consiglio Nazionale della Green Economy. Secondo il ministro, il tema dell’ambiente, lo sviluppo dell’Italia e il consolidamento dei nostri conti pubblici sono strettamente legati. “Pensiamo ad esempio alla riqualificazione energetica delle scuole, che vuol dire tre cose in una: sicurezza per i nostri figli, indotto economico per le imprese sul territorio che saranno chiamate a fare i lavori e un risparmio per il bilancio dello Stato, che oggi spende per gli edifici pubblici il 18% dei consumi energetici totali”, ha aggiunto.

FOCUS SUL DISSESTO IDROGEOLOGICO – Le sfide imminenti citate dal ministro arrivano in concomitanza con il semestre Ue a guida italiana: “l’accordo sul clima, gli Ogm, la fiscalità in ambiente e il dissesto idrogeologico”. E per quanto riguarda quest’ultimo, il governo “intende spendere tutte le risorse, circa 600 milioni di euro, incagliate nelle contabilità speciali dei commissari: rischiamo che quei soldi tornino nel patto di stabilità delle Regioni e questa sarebbe una responsabilità grave che non ho intenzione di prendermi”, ha precisato il nuovo ministro.

IL TAGLIO DELLE BOLLETTE PER LE IMPRESE - Tra i provvedimenti annunciati dal governo Renzi, anche quello del taglio del 10% degli importi della bolletta energetica delle Pmi. Entro il 2014 l’idea potrebbe concretizzarsi, con tempistiche non ancora ben definite. Si pensa però ad un’azione sugli oneri di sistema, ma restano da consultare tutti gli attori coinvolti, compresi i grandi energivori (che sarebbero i primi in qualche modo “penalizzati”) e i produttori da fonti rinnovabili.