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sud africa carbone elettricità rinnovabiliIl Sud Africa ha risorse energetiche rinnovabili enormi. Ma punta moltissimo sullo sviluppo del carbone per interessi diretti della classe politica.

Alcuni membri fondatori dell'African National Congress, il partito di Governo sudafricano nel quale militò il compianto Nelson Mandela, hanno interessi finanziari nel settore del carbone. Lo stesso vale per il figlio dell'attuale presidente del paese, Jacob Zuma. Ciò allontana il Sud Africa dalle pulite rinnovabili e lo spinge dritto dritto tra le braccia dello sporco oro nero.

Ne è convinto Adam Welz, curatore del blog environment360 pubblicato dalla Yale School of Forestry & Environmental Studies. Secondo Welz, infatti, la lobby sudafricana del carbone è assai pratica delle stanze della politica che, in Sud Africa, non è poi così trasparente.

Pressioni o meno sui politici di Governo, il carbone gode in ogni caso di un ottimo momento nel paese africano: il 94% dell'elettricità del Sud Africa è prodotta da questo combustibile fossile, sul quale si sta ulteriormente investendo con il rafforzamento della linea ferroviaria statale che collega i terminali di export. Tra i quali c'è anche quello di Richards Bay, il più grande al mondo. Come tra le prime al mondo sono le centrali elettriche di Medupi e Kusile (4.800 MW di potenza) attualmente in costruzione nel paese.

Queste due centrali, spiega Welz, sono state progettate nel 2007 quando il Sud Africa in pieno boom economico iniziò a sperimentare frequenti black out dovuti alla potenza insufficiente degli impianti già allacciati in rete. In questa situazione le aziende carbonifere fanno il bello e il cattivo tempo.

Idwala Coal ha ammesso di aver illegalmente deviato una strada pubblica e un fiume, distruggendo un pezzo di palude e scaricando illegalmente rifiuti inquinanti derivanti dalle operazioni di miniera. Tageta Resources, invece, ha estratto carbone da una miniera per due anni senza alcuna autorizzazione ambientale o permesso di attingere alle falde acquifere. Ma il Governo di Zuma, secondo la stampa locale, non farebbe altro che sanare ex post questi comportamenti.

Duduzane Zuma, figlio del presidente, e alcuni membri della famiglia Gupta, supporter economici del presidente, sono infatti in affari sia con Idwala Coal che con Tageta Resources. Ancor peggio: lo stesso African National Congress, tramite una società chiamata Chancellor House, deterrebbe il 25% di Hitachi Coal. E la compagnia elettrica statale Eskom ha casualmente commissionato a Hitachi il contratto di fornitura delle caldaie delle già citate centrali a carbone di Medupi e Kusile.

Ovviamente la fiorente industria sudafricana del carbone ha un pesante impatto non solo sul clima del pianeta, ma anche sull'ambiente locale: il carbone sporca e inquina i fiumi e le terre che rappresentano la prima fonte di sostentamento per milioni di agricoltori sudafricani, in gran parte neri. Cioè quella classe sociale e quell'etnia che, in teoria, dovrebbe essere l'elettorato di riferimento di Zuma e dell'ANC.

Se il presidente Jacob Zuma è stato abbondantemente fischiato ai funerali di Madiba, forse, non è un caso.

Peppe Croce

GreenBiz.it

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