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capacity payment fulvio conti enelIl presidente di Enel Fulvio Conti, in Commissione Industria al Senato, torna a chiedere per l'ennesima volta il capacity payment per gli impianti a ciclo combinato a gas schiacciati dalle rinnovabili. E afferma che sarebbero a rischio chiusura impianti per almeno 5.000 MW di potenza.

Fulvio Conti è stato ricevuto ieri pomeriggio in Commissione Industria nell'ambito del "Seguito dell'indagine conoscitiva sui prezzi dell'energia elettrica e del gas come fattore strategico per la crescita del sistema produttivo del Paese", indagine conoscitiva che dura da svariati mesi.

Ai senatori Conti ha ribadito la ben nota questione del capacity payment, cioè della necessità di pagare le centrali termoelettriche anche quando non producono energia ma potrebbero produrla in modo da non farle fallire. Perché, spiega Conti, prima o poi le rinnovabili si fermano e devono intervenire gli impianti tradizionali a tappare il buco.

"Per far funzionare il sistema esclusivamente sulle rinnovabili abbiamo bisogno di un sistema che possa garantire la disponibilità di energia nel momento in cui le rinnovabili si fermano. Le rinnovabili creano una volatilità molto pericolosa per il sistema che deve essere compensata da impianti di riserva", ha detto il presidente di Enel, "Oggi c'è un eccesso di disponibilità di impianti a ciclo combinato a gas, che sono stati costruiti prevalentemente dai nostri concorrenti, che lavorano molto poco (meno di 2.000 ore), che diventano assolutamente non economicamente competitivi pur rimanendo necessari".

Decine di impianti che lavorano duemila ore, contro le 7-8.000 ore previste dal business plan e necessarie per ripagare i costi di costruzione e gestione delle centrali, che secondo Conti senza aiuti di Stato andrebbero a chiudere: "Abbiamo bisogno di avere un sistema di capacity payment per il servizio offerto da questi impianti, che lavorano poco ma devono ottenere un vantaggio per rimanere in piedi".

Per convincere i senatori, poi, Conti ha fatto anche qualche numero. Di quelli che fanno colpo: "Altrimenti oggi almeno 5.000 MW di impianti a cicli combinati verrebbero chiusi. Impianti efficientissimi, "state of the art", che valgono 4 miliardi di euro, ma che non sono più necessari perché c'è stato un calo della domanda e una crescita tumultuosa e forse eccessiva delle rinnovabili".

Quel che Conti non ha raccontato in Commissione Industria, invece, è che l'eccesso di capacità produttiva non dipende dalle rinnovabili ma era presente ancor prima del loro "tumultuoso sviluppo". Altra cosa che Conti non ha detto è che buona parte delle oscillazioni della rete elettrica sono dovute all'attuale metodo di calcolo della producibilità degli impianti da fonte rinnovabile. Puntualmente al ribasso, rispetto alla produzione reale media di eolico e fotovoltaico.

Il capacity payment è già previsto dalla normativa in vigore, ma entrerà in funzione solo nel 2017. Enel, Assoelettrica e altre associazioni di categoria e aziende vorrebbero vederlo in azione sin da subito. Per iniziare a farsi pagare l'energia che non producono già oggi.

Peppe Croce

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