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energierinn 450x300L’Aeeg si scaglia contro l’autoconsumo e, di fatto, dichiara che i costi di mantenimento della rete elettrica non dovranno più essere calcolati in base a quanto si preleva dalla rete stessa ma in base ai consumi. L’idea è di cambiare la normativa vigente, ma si accende il dibattito.

LA PROPOSTA AL GOVERNO - Mantenere e sviluppare la rete elettrica – quindi anche reperire denaro per finanziare gli incentivi alle rinnovabili – secondo l’Aeeg dovrà tradursi in una ripartizione non basata sull’utilizzo effettivo della rete, vale a dire sul prelievi di energia elettrica, ma sui consumi. Stiamo parlando della cosiddetta “generazione distribuita”, cioè della diffusione sempre maggiore di impianti di autoproduzione di dimensioni limitate, sparsi nel territorio e direttamente allacciati alla rete di distribuzione senza la presenza di centrali elettriche.

GLI SCENARI APERTI - Il problema che si crea dopo un ragionamento del genere - avanzato peraltro da chi contribuisce a definire le componenti del costo dell’energia elettrica per il consumatore finale - è alquanto semplice, se tradotto dal linguaggio tecnico solitamente impiegato: chi produce energia da fonti rinnovabili senza essere incentivato andrebbe a pagare oneri che di fatto servono a coprire la produzione incentivata. Le agevolazioni, per l’Aeeg, “comportano un effetto redistributivo, sempre più rilevante nel tempo, dei costi correlati all’utilizzo delle reti e degli oneri generali di sistema con un conseguente aumento del valore unitario per gli utenti che non beneficiano di tali agevolazioni“.

I SISTEMI CHE VERREBBERO COLPITI - L’Aeeg è stata sollecitata a completare la normativa sui Sistemi Efficienti di Utenza (SEU), quelli che consentono ai produttori da rinnovabili o da cogenerazione di poter vendere l’energia senza che questa passi per la rete, quindi evitando appunto costi di trasmissione, dispacciamento e di sistema. Questo è da sempre considerato un metodo per raggiungere la grid parity e anche per spingere la diffusione delle rinnovabili, ma con il documento di consultazione DCO 183/2013/R/EEL del 2 maggio l’AEEG si mostra preoccupata del fatto che altri utenti potrebbero pagare costi in più proprio a causa di qeusto meccanismo. Da qui la proposta di un cambiamento delle regole, che penalizzerebbero però sia i dediti all’autoconsumo che gli impianti fotovoltaici residenziali (per intenderci, quelli al di sotto dei 3 kW). Nel mirino finiscono anche le Reti interne di utenza (RIU) e i Sistemi ad essi equiparati (Seseu).

LE CIFRE - In totale si tratta di 29 TWh su 314 TWh consumati in Italia ogni anno che non sarebbero soggetti agli oneri di cui abbiamo parlato. Poi ci sono 17 TWh esclusi dalla componente tariffaria A e 4 TWh di consumi delle FS. In pratica si arriva a circa 264 TWh restanti che sono invece sottoposti a questi oneri. Simulazioni a parte, resta il fatto che l’Aeeg proponga al governo un nuovo cambio delle carte in tavola e non si curi di fatto della mancanza di incentivi alle rinnovabili già prevista da tempo.

Anna Tita Gallo

GreenBiz.it

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