Menu

energie rinnovabiliStrategia Energetica Nazionale. Dopo un'ampia consultazione, con più di 100 associazioni incontrate e oltre 800 contributi online, il Ministro dello Sviluppo economico delle Infrastrutture e dei Trasporti Corrado Passera e il Ministro dell'Ambiente Corrado Clini l'hanno approvata tramite Decreto Interministeriale.

Riduzione dei costi energetici e progressivo allineamento dei prezzi all'ingrosso ai livelli europei, pieno raggiungimento e superamento di tutti gli obiettivi europei in materia ambientale al 2020 (inclusi riduzione delle emissioni di gas serra del 21% rispetto al 2005, riduzione del 24% dei consumi primari e raggiungimento del 19-20% di incidenza dell'energia rinnovabile sui consumi finali lordi), maggiore sicurezza di approvvigionamento e, infine, sviluppo industriale del settore energia grazie ai circa 170-180 miliardi di euro di investimenti da qui al 2020. Sono questi i quattro obiettivi del documento di programmazione, che arriva a oltre vent'anni dall'ultimo Piano Energetico Nazionale.

Secondo i Ministri, rispetto al documento posto in consultazione ad ottobre, sono stati recepiti numerosi contributi. Tra i più rilevanti, si menzionano una maggiore esplicitazione delle strategie di lunghissimo periodo (fino al 2050), in coerenza con la Roadmap di decarbonizzazione europea, e delle scelte di fondo per la Ricerca e Sviluppo e una quantificazione dei costi e benefici economici della strategia per il Sistema, in particolare per i settori elettrico e gas. Tra le modifiche apportate ci sono anche una definizione più precisa delle Infrastrutture Strategiche gas, con particolare riferimento al dimensionamento di nuovi impianti di stoccaggio e di rigassificazione.

Completano il quadro, una descrizione dettagliata delle misure di accompagnamento alla cosiddetta grid parity delle Rinnovabili elettriche; una definizione degli strumenti previsti per accelerare i miglioramenti nel campo dell'efficienza energetica (es. certificati bianchi, PA, standard obbligatori, certificazione); infine, una più chiara definizione dei possibili miglioramenti della governance del settore. Ma è davvero così? Non per Greenpeace, Legambiente e WWF, che in una nota congiunta parlano di "atto inutile", sostanzialmente non modificato rispetto al documento originario.

"Nel documento – dicono le associazioni ambientaliste- si paventa la volontà di togliere dalla bolletta ulteriori forme di sostegno alla crescita delle rinnovabili, mentre invece si vorrebbe porre a carico dei consumatori le spese per i rigassificatori e per il cosiddetto hub europeo del gas, un hub che l'Europa non ha mai detto di volere e certo non giustificato dalla domanda interna (in decrescita). Questi sussidi si andrebbero ad aggiungere alle centinaia di milioni che vengono reperite in bolletta e distribuite ogni anno alle cosiddette "fonti energetiche assimilate" CIP 6, alle centrali a olio combustibile dell'Enel, per la dismissione ormai trentennale del nucleare ecc. Insomma, un'ulteriore regalia alle lobby fossili. Per di più si mantiene stabile la quota di carbone (oggi in aumento) invece di essere conseguenti rispetto agli obiettivi ambientali proclamati e dichiarare la volontà di dismissione delle centrali, a cominciare da quelle più inquinanti".

Nemmeno Aper, Associazione produttori di energia da rinnovabili, e Assosolare sono soddisfatte della misura. "Rispetto alla versione messa in consultazione nello scorso mese di ottobre - afferma una nota congiunta - sono stati confermati gli obiettivi fissati per le rinnovabili e per l'efficienza energetica, sebbene con qualche limatura al ribasso. Particolarmente penalizzato appare il fotovoltaico, pressoché dimezzato nel suo sviluppo".

Continua a mancare l'indicazione degli strumenti attuativi per raggiungere gli obiettivi. "Ci riferiamo – prosegue la nota- , in particolare, alla mancanza di misure efficaci, sia per accompagnare il settore delle rinnovabili alla grid parity, sia per accelerare la piena integrazione delle rinnovabili nel mercato elettrico. In entrambi i casi il documento fornisce qualche suggerimento, ma non una visione organica di medio periodo. Nel settore elettrico non viene chiarito come uscire dalla situazione di overcapacity che costituisce un elemento di forte contrapposizione di interessi tra le fonti rinnovabili e le fonti convenzionali. Affinché la green economy possa continuare il suo percorso di crescita nei prossimi anni occorreranno però ulteriori notevoli sforzi. Le forze politiche appena insediate in Parlamento hanno quindi il vantaggio di un buon documento e ci auguriamo possano trovare rapidamente una convergenza per consentire uno sviluppo economico e occupazionale del settore e perseguire gli interessi ambientali del Paese".

Per consultare il documento clicca qui

Roberta Ragni

LEGGI anche:

- SEN: un milione di euro di incentivi ai rigassificatori

- Strategia Energetica Nazionale: approvata da Clini e Passera "con un colpo di mano"

- Detrazione fiscale 55%: prorogata nella nuova strategia nazionale

GreenBiz.it

Network