Menu

vconto conf 250x166Quinto Conto Energia. Il decreto ancora non vede la luce mentre le associazioni del settore fotovoltaico continuano a scalpitare. Ecco le ultime novità.

Il governo, tanto per cambiare, è in ritardo. In particolare sembra proprio difficile da sanare il rapporto tra i due ministeri competenti, quello dello Sviluppo economico e quello dell'Ambiente. E i due ministri titolari, Corrado Passera e Corrado Clini, si sa che in tema di Conto Energia non riescono a trovare un compromesso.

Quello dei due più malleabile e disposto ad ascoltare gli appelli del settore è da sempre Clini, ma la situazione ha provocato uno stallo che ha impedito al nuovo decreto di essere varato in tempi ragionevoli. Il Quinto Conto Energia – questo ormai sembra proprio ufficiale – entrerà in vigore a settembre, di sicuro non al raggiungimento immediato del tetto dei 6 miliardi previsto per il Quarto Conto Energia attualmente in vigore.

In ogni caso, ci sono ancora alcuni punti da rivedere, primo tra tutti la soglia di potenza che obbliga l'iscrizione degli impianti fotovoltaici al registro tenuto dal Gse, un punto sul quale però le associazioni sono pronte a scendere a compromessi, come abbiamo già visto nel caso del Comitato Ifi.

Alessandro Cremonesi, presidente del Comitato, ha infatti affermato: "Siamo disposti a rinunciare all'innalzamento della soglia dai 12 ai 20 kw per l'accesso al Registro e alla 'sanatoria' che vedrebbe gli impianti non entrati ancora in esercizio a beneficiare delle tariffe incentivanti del IV Conto".

Ma sul piede di guerra ci sono anche altre associazioni. Ecco le parole di Sergio D'Alessandris, Presidente di Assolterm: "La quota che il decreto assegnerebbe al solare termico incide al 25-35% sul costo dell'investimento: è troppo poco. Ci aspettiamo che il regime incentivante possa garantire un rientro di almeno il 50-55% del costo di installazione di un sistema solare termico. Visto che è difficile che un solo strumento riesca da solo ad offrire un tale sostegno, la proposta è di rendere cumulabili le varie incentivazioni attualmente presenti, fissando magari un tetto massimo del 50-55%".

Assolterm considera tutto sommato il decreto soddisfacente, ma "per fare delle scelte è necessario valutare prima i costi e i benefici delle diverse tecnologie – ribadisce D'Alessandris - e da quello che leggiamo in questa bozza ci sembra di poter dire che i benefici della nostra tecnologia non sono stati valutati con sufficiente attenzione".

In una nota poi vengono riportati alcuni dati: il solare termico fa registrare un 85% dei prodotti di provenienza Ue, un 35% di provenienza italiana e soprattutto crea occupazione a livello locale. "Il solare termico contribuisce a creare occupazione, a ridurre la dipendenza energetica dall'estero e ad incrementare il risparmio energetico, senza peraltro avere particolari controindicazioni – ha concluso D'Alessandris - E questi sono elementi che dovrebbero essere considerati seriamente nel momento in cui si progetta un meccanismo di incentivazione".

Anna Tita Gallo

GreenBiz.it

Network