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solare_termodinamicoÈ stata inaugurata qualche giorno fa a Priolo (Sr), in presenza del ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, la nuova centrale solare termodinamica chiamata Archimede: 17280 specchi parabolici dislocati su una superficie di 30 mila metri quadrati con una capacità di circa 5 Mw, 54 collettori da centro metri e una temperatura massima di 550 C°. Con un investimento di 60 mln di euro, totalmente a carico di Enel su progetto Enea, l’impianto è il primo al mondo ad utilizzare i sali fusi come termovettore ed è capace di ridurre sensibilmente le emissioni di sostanze inquinanti sino a 2 mila tonnellate equivalenti di petrolio e di poco più di 3 mila di anidride carbonica.

Ma cos’è il solare termodinamico? Quali sono le sue applicazioni e perché quello da poco inaugurato in territorio aretuseo riveste tale importanza? Il solare termodinamico, noto anche con l’acronimo Csp (Concentrated solar power), sfrutta l’energia solare per produrre energia elettrica ma a differenza del fotovoltaico il calore immagazzinato riscalda un fluido attraverso dei riflettori (gli specchi parabolici, nella figura). Nei normali impianti Csp il fluido termovettore è costituito da olio termico infiammabile che a determinate temperature diventa inquinante, inficiando la funzionalità dei circuiti dell’impianto e danneggiando l’ambiente. La centrale di Priolo utilizza invece una miscela di sali formata da nitrato di sodio e nitrato di potassio che ad alte temperature (circa 550 C°) si mantiene allo stato solido consentendo così l’utilizzo, e quindi l’attività stessa dell’impianto, anche in condizioni climatiche sfavorevoli e durante le ore notturne.

Inoltre, i sali riscaldati producono vapore che insieme a quello prodotto dal gas attiva la turbina della vicina centrale a ciclo combinato gas-vapore adiacente Archimede. “Le rinnovabili rappresentano una parte strategica per Enel che prevede nella ricerca un investimento di 1 mld di euro complessivo” ha detto Fulvio Conti, amministratore delegato del gruppo energetico italiano. La creazione dell'impianto - ha continuato Conti - "è un’ulteriore testimonianza di come stiamo facendo grandi passi avanti. L’Italia non può perdere la corsa verso le rinnovabili”. Le applicazioni del Csp sono svariate: dai sistemi di condizionamento alla produzione di energia elettrica e alla desalinizzazione dell’acqua, processo quest’ultimo che potrebbe risolvere la crisi di approvvigionamento delle risorse idriche in zone in cui il reperimento dell’acqua è difficoltoso. Risultano inoltre utili ove si necessita acqua calda come piscine coperte, servizi sanitari e per la produzione di calore per i processi industriali.

Quanto agli sviluppo futuri del solare termodinamico, secondo dati Iea (International energy agency) le aree geografiche più favorevoli saranno i Paesi più assolati del pianeta, come l’Africa, gli Stati Uniti del Sud e il Medio oriente. Considerate le potenzialità della tecnologia, si prevede di raggiungere 1 Gw di potenza installata entro il 2050, riuscendo a soddisfare più dell’11% del fabbisogno elettrico del pianeta. Nel vecchio continente è la Spagna a detenere il primato della maggior potenza installata (432 Mw) grazie al recente collegamento alla rete della centrale “La Florida”. Seguono gli Stati Uniti (422 Mw) con 5 impianti.

Fabrizio Mistretta


 

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