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veneziaIl moto ondoso come fonte di energia elettrica pulita e rinnovabile per alimentare gli edifici e gli impianti di Venezia. Questo il rivoluzionario progetto presentato a Mestre, in contemporanea ad Ecomondo, la fiera internazionale sulla sostenibilità energetica e ambientale che si è conclusa sabato scorso a Rimini.

La sperimentazione, avviata di recente dal Comune e con la partnership dell’Agenzia veneziana per l'energia (Agire), consente di assorbire energia elettrica dalle onde, sfruttando quelle più ampie del mare e quelle piu' piccole, ma frequenti, del fragile sistema lagunare.

Tre i sistemi di conversione illustrati dal comune veneziano, costituiti da un galleggiante e da un generatore che sfrutta il "principio di Archimede". Il primo prototipo, “Giant”, è come un ''fungo'' capace di immagazzinare e produrre 12mila Kwh l'anno. Il secondo, “Wem”, non ancora in fase di sperimentazione, sarà invece capace di produrre ben 35mila Kwh all'anno. Tradotto in termini di efficienza la quantità di energia necessaria per alimentare un asilo nido.


Ai due ''superproduttori'', tuttavia, si aggiunge anche un ''mini'' Giant, già operativo lungo il canale della Giudecca, che oltre a sfruttare il moto ondoso assorbe le onde di rimbalzo sulle rive. Un ingegnoso meccanismo capace, una volta a regime, di diventare un micro serbatoio di energia ad uso domestico

''Crediamo molto in questo nuovo sistema, per ora unico al mondo e mai sperimentato prima per produrre energia pulita seguendo e sfruttando la grande vocazione e opportunità del territorio veneziano, ovvero il mare - ha dichiarato l'assessore all’Ambiente, Gianfranco Bettin -. Da sempre i veneziani hanno avuto la capacità di adattarsi al mare e adattare il mare alle proprie esigenze. Oggi noi lo facciamo portando avanti politiche per il risparmio energetico e la sostenibilità ambientale''.

Augusto Rubei

 

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