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IV_conto_energia_bozza_250x166Finalmente, ieri abbiamo potuto scoprire i contenuti della bozza del Quarto Conto Energia. I punti che non convincono il settore sono ancora molti, dal tetto massimo annuale per gli incentivi al loro decrescere troppo repentino, passando per il trattamento riservato al fotovoltaico. Tutto come previsto, insomma, mentre oggi scendono in piazza i sindacati.

Questa volta almeno la Conferenza Stato-Regioni avrà un testo sul quale discutere, a differenza di quanto accaduto lo scorso 31 marzo, quando il governo si presentò a mani vuote. Oggi il testo sarà oggetto di un nuovo esame, ma i commenti negativi si sono già moltiplicati nelle scorse ore.

Il testo, composto da 25 articoli e da vari allegati, comprenderebbe proposte che non convincono affatto i rappresentanti delle Regioni e che, a quanto pare, confermano i timori della vigilia. I tagli agli incentivi sono troppo drastici e gli investimenti pianificati sulla base del Terzo Conto Energia non vengono tutelati: è questo il messaggio generale che viene inviato da molte Regioni, preoccupate per lo sviluppo futuro delle rinnovabili nel nostro Paese.

Insomma, chi riuscirà a far entrare in funzione il proprio impianto entro il 31 maggio prossimo, giorno in cui il Terzo Conto Energia terminerà di avere effetti, potrà ritenersi fortunato. Per tutti gli altri, fino al 2016, sarà valido il nuovo Conto Energia, così come verrà confezionato nei prossimi giorni. E dopo? Non andrà meglio, visto che, a quel punto, il settore dovrà cavarsela in piena autonomia, senza aiuti statali.

La notizia di ieri è stata però quella del limite alla potenza incentivabile: circa 23mila MW all’anno, a cui andrebbero 6-7 miliardi di euro, nulla di più. Non è una quantità modesta, se pensiamo che 8 GW (quindi circa 3 GW in più) era quella prevista come obiettivo di sviluppo del fotovoltaico per raggiungere il target fissato per il 2020.

Limiti a parte, viene confermato il regime transitorio dal 1° giugno 2011 al 31 dicembre 2012, durante il quale sarebbero in vigore limiti alla potenza installata incentivabile solo per i grandi impianti, cioè per quelli che superano i 200 KW. In generale, per tutti sarebbe poi valido il tetto di 3.100 MW, ma con un limite ai finanziamenti per i grandi impianti fotovoltaici: in totale 820 milioni di euro, di cui 447 milioni fino al prossimo dicembre e 373 milioni fino a dicembre del 2012. Nessun vincolo per i piccoli impianti, a parte quelli imposti dal sistema a scalare.

È proprio questo sistema a preoccupare particolarmente. Da gennaio del 2013, per ogni semestre sarà applicata una riduzione degli incentivi, proporzionata alla potenza installata (chi più installa meno riceve).

In particolare, dal 2013 l'obiettivo di potenza sarà di 9.770 MW. Nel primo semestre di quell’anno, il costo si aggirerebbe attorno ai 240 milioni, nel secondo semestre del 2016 sarebbe ridotto a 86 milioni. Sul fronte della potenza incentivabile, l'obiettivo di 1.115 MW fissato per il primo semestre 2013 arriverebbe a 1.480 MW nel secondo semestre 2016.

Nel caso degli impianti fotovoltaici integrati e a concentrazione, dal 2013 gli incentivi dovrebbero ammontare da 19 a 22 milioni per il primo semestre (a seconda della tipologia di impianto), da 26 a 30 milioni per il secondo semestre, mentre nel primo semestre 2014 diventerebbero da 32 a 37 milioni e nel secondo semestre da 38 a 44 milioni. Per quanto riguarda gli obiettivi di potenza, invece, sarebbero di 50 MW nel primo semestre e 70 MW nel secondo semestre 2013, di 90 MW nel primo trimestre 2014 e 110 MW nel secondo semestre.

È arrivato, intanto, il giorno della manifestazione dei sindacati, accanto ai quali sfileranno a Roma anche i rappresentati della Rete imprese venete per il solare e gli addetti ai lavori, preoccupati per il loro posto di lavoro. La minaccia della cassa integrazione, ormai, è sempre più vicina per molti e si spera di rimediare facendo sentire la propria voce accanto a quella di Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil.

Anna Tita Gallo

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