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ares nevadaImmagazzinare energia rinnovabile è una sfida ancora aperta. Si lavora per produrre batterie più efficienti e per sperimentare nuove idee, ma spesso a costi troppo elevati per essere commercializzate. Poi c’è ARES, che fa risalire un treno carico di pietre su una collina.

In sostanza si tratta proprio di questo: container pieni di pietre. Quando le rinnovabili come eolico e solare producono più energia di quanta se ne utilizzi allora si può utilizzare il surplus per far salire un treno pieno di pietre su una collina. Quando serve energia il treno si fa correre giù per la collina e il motore elettrico diventa generatore.

Presto ARES sarà un’idea concreta. Ad aprile il Bureau of Land Management ha approvato il progetto di Advanced Rail Energy Storage, che prende il nome proprio dall’azienda che l’ha creato, ARES appunto, una startup di Santa Barbara.

Il direttore dei lavori, Francesca Cava, ha annunciato che entro il 2019 l’azienda occuperà 106 acri a Pahrump, in Nevada, dove un progetto da 50 MW potrà produrre 12,5 MWh di energia. Non male rispetto ad altri progetti di sistemi di accumulo.

È un progetto low tech che comunque merita una lode per l’idea eco-sostenibile alle sue spalle. Un problema potrebbe essere rappresentato dal fatto che i treni non sono perfetti per risalire pendii, mentre conta la distanza percorsa in verticale. Considerato questo, il funzionamento richiede molto spazio, un sistema di stoccaggio da 50MW richiede un binario di 8 km su un piano inclinato dell’8% e 32 veicoli di 300 tonnellate ciascuno.

E il sistema non ha tempi di risposta paragonabili a quelli delle batterie – da 5 a 10 secondi rispetto all’immediatezza di una batteria – ma l’azienda dichiara che i costi sono molto più bassi, un vantaggio notevole. Inoltre il materiale rotabile non si degrada velocemente. In tutti i casi, è un’idea apparentemente semplice che potrebbe generare vantaggi notevoli se sviluppata ancora. Semplice come spingere una pietra sul versante di una collina.

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Anna Tita Gallo

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