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elettrodotto abruzzo le iene

In Abruzzo è in corso di costruzione un elettrodotto con tralicci posizionati in un’area ad alto rischio idrogelogico. L’elettrodotto servirà a trasportare energia elettrica dal Montenegro all’Italia per via sottomarina. Purtroppo nel nostro Paese si continua a costruire in aree considerate a rischio. A pochi giorni dal referendum sarebbe il momento di fare più chiarezza sulla situazione energetica italiana.

Lo ha evidenziato l’ultima puntata de Le Iene, andata in onda il 10 aprile, con un servizio incentrato proprio sulla costruzione dell’elettrodotto in Abruzzo. A preoccupare è il tracciato sulla terraferma. Per saperne di più Nadia Toffa ha intervistato Augusto De Santis del Forum Movimenti Acqua Abruzzo:

"Su 70 piloni ben 55 sono realizzati in aree a rischio idrogeologico”, ha spiegato.

Alcuni di questi tralicci si trovano in zone a rischio frana molto elevato, anche in aree dove le frane sono attive, cioè nelle zone rosse. Le frane possono provocare un distacco del traliccio e un danno in un solo punto può danneggiare l’intera opera, dato che il crollo di un traliccio può trascinare con sé le altre strutture come nel domino.

I cittadini sono molto preoccupati. A ridosso della zona rossa infatti non ci sono soltanto i tralicci a rischio di crollo ma passa anche un metanodotto. Lo scorso anno in provincia di Teramo un traliccio è crollato su un metanodotto causando gravissimi danni alle abitazioni tanto che dieci case sono andate a fuoco. Nonostante questa tragedia, a quanto mare nessuno si sta occupando dei rischi.

L’elettrodotto è stato costruito dalla società Terna che Le Iene hanno contattato per capire se prima di iniziare la costruzione siano state eseguite le necessarie verifiche geologiche e ambientali. La società afferma di aver effettuato le verifiche, eppure pare che in Regione non siano presenti i documenti che le comprovano.

Dal servizio emerge come la Regione Abruzzo non stia eseguendo i controlli necessari sulle zone soggette a frane e alluvioni. Proprio in queste zone sono state costruite le torri d’acciaio che sorreggono i cavi dell’alta tensione, delle strutture che qui molto probabilmente non dovrebbero proprio esistere, visto l’alto rischio idrogeologico.

Silvia Ferrante, una mamma attivista di Paglieta, in provincia di Chieti, da mesi porta avanti una battaglia contro la costruzione dell'elettrodotto. Ha ricevuto da Terna 24 diverse citazioni civili per danni, quantificati dal colosso dell'energia in 16 milioni di euro.