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Alla fine l'accordo sul clima tra i paesi del G7 è arrivato. E a Bonn, ieri al G7 è stato strappato anche un compromesso sul testo da presentare alla conferenza sul clima di Parigi.

I negoziatori presenti a Bonn ieri si sono avvicinati a un compromesso dell'ultimo minuto che potrebbe facilitare i colloqui in vista del nuovo accordo globale sui gas serra da chiudere immancabilmente a Parigi a dicembre.

A lungo i rappresentanti dei paesi presenti in Baviera hanno discusso sulla formulazione del progetto, lungo 89 pagine, con l'intenzione di ridurlo a una dimensione più gestibile.

Ma poco prima che i colloqui si chiudessero, i paesi hanno concordato che i co-presidenti dei negoziati avrebbero avuto il permesso di modificare il testo e presentarlo a tutti i paesi per l'approvazione, probabilmente alla fine di luglio. Questo dovrebbe velocizzare i tempi anche se non vi è alcuna garanzia che i paesi non cercheranno di ridisegnarlo ex novo.

Elliot Diringer, vice presidente esecutivo dell'US Centre for Energy and Climate Solutions, ha detto al Guardian:

“C'era poca probabilità che le parti potessero cercare di ridurre il testo a una dimensione gestibile. Per fortuna, hanno detto ai co-presidenti di farlo. Questo è un buon segno”.

Secondo quanto previsto dal nuovo accordo discusso in Germania dai leader del G7, i loro rispettivi paesi dovranno ridurre dal 40 al 70 per cento le emissioni di gas serra entro il 2050, rispetto ai livelli del 2010 passando per la decarbonizzazione dell'economia. Solo così si potrà tentare di contenere l'aumento globale delle temperature entro i temuti 2°C.

I colloqui a Bonn sono stati infatti una delle tante tappe verso la conferenza sul clima di Parigi. Lì i paesi dovranno firmare un nuovo accordo globale per limitare le emissioni di gas serra a partire dal 2020.

E molto dipenderà proprio dall'esito di questi incontri. La speranza è che i paesi influenti, sostenuti dalla mobilitazione di massa pro-clima da parte delle imprese e della popolazione, possano sostenere l'accordo da chiudere a Parigi dal 30 novembre al 11 dicembre.

Nei prossimi mesi, la Francia ospiterà anche dei colloqui, a luglio e settembre, a cui si aggiungeranno anche le riunioni dei principali responsabili delle emissioni di carbonio a livello mondiale, le assemblee di Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale a ottobre e un vertice del G20 a novembre.

Ancora a settembre, i leader mondiali riuniti in occasione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite e del vertice Usa-Cina che riunisce due emettitori di carbonio più grandi del mondo, saranno sotto pressione per accelerare i tempi.

Francesca Mancuso

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