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Sulla base delle informazioni trasmesse da Terna, l’AEEG pubblica la sua relazione annuale con i dati sulla diffusione della generazione distribuita e della piccola generazione in Italia relativamente all'anno 2013.

Con riferimento alla GD la produzione lorda di energia elettrica è stata pari a 63,4 TWh (circa il 21,9% dell’intera produzione nazionale di energia elettrica), circa +6,3 TWh rispetto al 2012, dovuto principalmente alla produzione termoelettrica derivante da impiego di biomasse, biogas e bioliquidi e alla produzione da fotovoltaico.

IMPIANTI E PRODUZIONE - Nel 2013 risultavano installati 587.284 impianti per una potenza efficiente lorda totale pari a circa 30.167 MW (circa il 25,1% della potenza efficiente lorda del parco di generazione nazionale).

La produzione lorda di energia elettrica da impianti di GD-10 MVA (impianti di generazione con potenza nominale inferiore a 10 MVA) è stata pari a 47,2 TWh (circa il 16,3% dell’intera produzione nazionale di energia elettrica), circa +7,5 TWh rispetto al 2012, anche in questo caso dovuto principalmente alla produzione termoelettrica derivante da impiego di biomasse, biogas e bioliquidi e alla produzione da fotovoltaico.

Nell’anno 2013 risultavano installati 587.217 impianti per una potenza efficiente lorda pari a circa 24.576 MW (circa il 20,4% della potenza efficiente lorda del parco di generazione nazionale).

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PICCOLA GENERAZIONE - La produzione lorda di energia elettrica da impianti di PG (piccola generazione) è stata pari a 26.245 GWh (circa il 55,6% dell’intera produzione nazionale di energia elettrica da GD-10 MVA) con un incremento, rispetto all’anno 2012, di circa 5.912 GWh. Nell’anno 2013 risultavano installati 584.567 impianti di PG per una potenza efficiente lorda totale pari a circa 16.612 MW.

MIX DI FONTI ENERGETICHE – Il mix di fonti utilizzate nella produzione di energia elettrica da GD e da GD-10 MVA si discosta sensibilmente dal mix caratteristico dell’intero parco di generazione elettrica italiano.

In particolare il 75,4% dell’energia elettrica prodotta dagli impianti di GD è di origine rinnovabile e, tra le fonti rinnovabili, la principale è la fonte solare per una produzione pari al 32,1% dell’intera produzione da GD; per quanto riguarda gli impianti di GD-10 MVA, l’86,1% dell’energia elettrica prodotta è di origine rinnovabile e, tra le fonti rinnovabili, anche per essi la principale è la solare per una produzione pari al 43,4% dell’intera produzione da GD-10 MVA.

Gli impianti esclusivamente alimentati da rinnovabili sono il 99,7% del totale in GD (99,8% nel caso della GD-10 MVA) e l’83,9% della potenza efficiente lorda totale in GD (92,1% nel caso della GD-10 MVA). Considerando la PG il mix è ancora più spostato verso la produzione da fonte solare e da biomasse, biogas e bioliquidi con una scarsa incidenza delle fonti non rinnovabili.

Per quanto rigurada, infine, la produzione totale di energia elettrica in Italia (figura 1) si nota una situazione molto differente rispetto alla produzione da impianti di GD o da impianti di GD-10 MVA: il 61,4% della produzione (inclusa la produzione degli impianti idroelettrici da apporti da pompaggio) proviene da fonti non rinnovabili e, tra le fonti rinnovabili, la fonte più utilizzata è quella idrica con un’incidenza pari al 18,2% (al netto degli apporti da pompaggio).

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AUTOCONSUMO - Nel caso della GD la quota di utilizzo per autoconsumo dell’energia elettrica prodotta è pari al 23,3%, mentre il 73,5% dell’energia prodotta è stato immesso in rete e il restante 3,2% è stato utilizzato per l’alimentazione dei servizi ausiliari della produzione (servizi ausiliari di centrale e perdite nei trasformatori di centrale).

Per la GD-10 MVA, la quota di utilizzo per autoconsumo dell’energia elettrica prodotta è pari al 19,1%, mentre il 78% dell’energia prodotta è stato immesso in rete e il restante 2,9% è stato utilizzato per l’alimentazione dei servizi ausiliari della produzione. Per la GD, nell’anno 2013 si è verificato un aumento della quantità di energia elettrica autoconsumata di circa 4,7 TWh in termini assoluti (da 10,1 TWh nell’anno 2012 a 14,8 TWh nell’anno 2013), con un aumento dell’incidenza in termini percentuali sulla produzione lorda totale pari a 5,6 punti percentuali rispetto all’anno 2012 (da 17,7% nell’anno 2012 a 23,3% nell’anno 2013).

L’incremento, in termini assoluti, è da imputare principalmente agli impianti fotovoltaici (+1 TWh rispetto all’anno 2012) e agli impianti termoelettrici alimentati da fonti non rinnovabili (+3,3 TWh rispetto all’anno 2012). Di conseguenza è diminuita l’incidenza dell’energia elettrica immessa in rete di circa 6,3 punti percentuali (nell’anno 2012 il 79,8% dell’energia elettrica prodotta è stata immessa in rete), rimanendo circa invariati i consumi relativi ai servizi ausiliari di generazione (nell’anno 2012 il 2,5% dell’energia elettrica prodotta è stato utilizzato per l’alimentazione dei servizi ausiliari della produzione).

Considerando nel complesso la variazione del mix di produzione nell’ambito della GD tra l’anno 2012 e l’anno 2013 si nota la crescita della produzione da biomasse, biogas e bioliquidi e della produzione da fonte solare, mentre si nota una notevole diminuzione della produzione da fonti non rinnovabili.

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LE CONCLUSIONI DELL’AEEG – Riportiamo testualmente le conclusioni dell’Autorità:

“Il monitoraggio periodico della diffusione della GD diventa sempre più importante, tenendo conto della sua rapida evoluzione e dell’evidente transizione in corso degli impianti di produzione installati, da pochi impianti di più elevata taglia a una moltitudine di impianti di taglia ridotta. Si sta assistendo, in particolare, ad un rapido aumento dell’energia elettrica prodotta da GD e PG prevalentemente attribuibile agli impianti fotovoltaici e agli impianti da biomasse e biogas, ad un aumento della quantità di energia elettrica consumata in sito (sia in termini assoluti sia in termini percentuali rispetto al totale della produzione), nonché ad una riduzione della potenza efficiente lorda prevalentemente attribuibile agli impianti termoelettrici alimentati da fonti non rinnovabili. Un così rapido sviluppo della generazione connessa sulle reti di distribuzione, per lo più alimentata da fonti rinnovabili non programmabili, richiede necessariamente un’altrettanta rapida evoluzione regolatoria affinché tali impianti possano essere integrati nel sistema elettrico e possano avere una capacità di installazione e utilizzo crescente e sostenibile nel tempo, garantendo la sicurezza del sistema elettrico medesimo. Tale evoluzione regolatoria è in corso su due fronti: da un lato vi è l’esigenza di innovare le modalità di gestione delle reti e degli impianti (ovvero il dispacciamento), dall’altro vi è anche quella di promuovere lo sviluppo delle infrastrutture di rete. L’Autorità, da tempo attiva su entrambi i fronti, continuerà l’attività già avviata, finalizzata a consentire l’integrazione delle nuove tipologie impiantistiche nel sistema elettrico garantendone la sicurezza”.

Anna Tita Gallo

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