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A lungo è stata considerata la maggiore centrale termoelettrica d'Europa. Ma da gennaio 2016 la Eugenio Montale di La Spezia, di proprietà di Enel, verrà chiusa per tre mesi.

Lo stop è dovuto agli adeguamenti strutturali necessari al rispetto dei parametri previsti dall'Autorizzazione integrata ambientale (Aia). Una decisione annunciata nei giorni scorsi dall'amministrazione comunale. I nuovi parametri Aia prevedono soglie giornaliere più rigide e non più mensili, da qui la necessità di adeguamenti.

L'Aia era stata assegnata alla centrale il 23 settembre 2013 e ha una validità di otto anni. “Al termine di questi otto anni pensiamo alla totale conversione a gas oppure alla dismissione del sito. Non si potrà andare avanti con il gruppo a carbone. E su questo punto la scorsa settimana c’è stato un vertice il Comune e i dirigenti aziendali che come sappiamo si è chiuso con l’assicurazione del mantenimento dei gruppi a metanoha detto Davide Natale, assessore comunale all'Ecologia.

Secondo l'assessore si tratta del periodo necessario per adeguare gli impianti ai nuovi criteri. La centrale di La Spezia nei mesi scorsi è stata oggetto di un'indagine da parte dell'Ispra ma per il Comune gli esiti dell'analisi sono confortanti.

Dalle analisi è emerso che la centrale rispetta le emissioni quindi è in regola”, ha detto Fabrizia Colonna, dirigente Arpal della Spezia. “Per le polveri sottili il limite scende da 23 microgrammi per nanometro cubo mensili ai 15 giornalieri. Enel comunque è già sotto i 5. Gli ossidi di azoto (Nox) scendono da 200 mensili a 180 giornalieri. L’anidride solforosa (So2) da 350 a 18”.

Nel corso delle ultime settimane il sindaco della Spezia Massimo Federici ha incontrato i vertici di Enel per discutere delle prospettive della centrale. Da una parte è in corso una sensibile diminuzione del fabbisogno e dall'altra si è assistito in questi anni all'incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili.

È possibile prevedere con maggiore nettezza due diverse alternative, quella della dismissione o quella di una radicale trasformazione dell'impianto in tempi più stringenti e ravvicinati” ha detto.

Sulla base della recente svolta "green" di Enel, complice anche la crisi del termoelettrico, la centrale potrebbe subire un processo di riconversione ma nonostante l'apertura della società verso le energie rinnovabili e la pace fatta con Greenpeace, oggi non si sa ancora nulla in merito.

Entro l'anno, l'Amministrazione Comunale ed Enel avvieranno diversi incontri che porteranno alla definizione delle prospettive dell'impianto. “Ribadiamo che le ipotesi discusse non riguardano né centrali di biomasse né l'utilizzo come combustibile del c.d.r. Sottolineo che le scelte messe in campo devono comunque essere capaci di garantire i lavoratoriha aggiunto l'assessore Natale.

La centrale Eugenio Montale, oggi da 600 MW, è entrata in servizio con un primo gruppo da 310 MW nel 1962, ed è stata considerata a lungo tempo la maggiore centrale d'Europa. Nel 1997 sono partiti i lavori di adeguamento ambientale, due unità della centrale sono state sostituite con gruppi di generazione in ciclo combinato ad alto rendimento.

Francesca Mancuso

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