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e.on power to gasÈ dura per gli impiantitermoelettrici, di questi tempi. Le rinnovabili stanno mettendo in difficoltà il tradizionale paradigma basato sulle fonti fossili.

La crisi del termoelettrico non è di certo una novità ma a conferma della rivoluzione dell'energia pulita arriva la chiusura da parte di un colosso come E.On di 1400 MW di centrali a gas in Baviera.

Ad annunciarlo è stata la stessa utility tedesca con una nota, confermando la chiusura di due turbine elettriche (CCGT - combined-cycle gas turbine) utilizzate per garantire al paese la gestione dei picchi della domanda. La Germania sta attualmente tenendo in vita alcuni impianti per garantire un'alimentazione stabile visto che la quota di fonti rinnovabili sta crescendo in maniera rilevante, soprattutto fotovoltaico ed eolico.

Il gestore della rete TenneT TSO GmbH paga una parte dei costi fissi dei due stabilimenti Irsching 4 e 5 in Baviera come parte di un accordo stipulato con EON dal 2013, quando accettò di mettere a disposizione le strutture per altri tre anni.

Tuttavia, secondo il consorzio di proprietà composto da E.ON, HSE, Mainova, e N-ERGIE occorre spegnere Irsching 5, la turbina a gas a ciclo combinato ad alta efficienza (CCGT) dal 1° aprile 2016, e anche Irsching 4, spegnendo questo secondo impianto lo stesso giorni.

Irsching 5 ha una capacità nominale di 846 MW ed è entrato in servizio nel 2010. Secondo quanto spiega EON, il suo consumo di carburante pari al 59,7% ne fa una delle unità a gas più efficienti d'Europa. Irsching 4, dal canto suo, ha una capacità di 550 MW, ha iniziato ad operare un anno dopo e il suo consumo è pari al 60,4 per cento del combustibile.

Perché allora chiuderle se sono davvero così efficienti? A dare la risposta è stata la stessa EON, secondo cui questa decisione è stata presa perché i due impianti non hanno alcuna prospettiva di operare con profitto, quando l'attuale contratto con l'operatore di rete scadrà, a marzo 2016”.

EON ha dovuto dare un preavviso di un anno prima di chiudere Irsching. Ma il gestore di rete, Bundesnetzagentur, potrà respingere i piani di disattivazione per mantenere gli impianti disponibili come generatori di riserva qualora fosse necessario per il funzionamento dell'intero sistema.

Anche in Italia Enel dirà presto addio alle centrali di Genova, Livorno e Bari. Il termoelettrico sembra avere i giorni contati. E la “colpa”, neanche a dirlo, è delle rinnovabili.

Francesca Mancuso

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