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enel genova 450x300Non è un fulmine a ciel sereno la decisione di Enel di chiudere una serie di centrali ormai non utilizzabili per passare ad un futuro più green, migliore anche in termini di profitti. Il piano arriverà attorno al 20-25 aprile, per le centrali più grandi – Genova, Bari e Livorno – parte intanto il dialogo con i sindaci.

LA CONFERMA È arrivata da parte di Carlo Tamburi, responsabile Italia, la conferma che la svolta si sta concretizzando: 23 centrali non sono utilizzabili, Enel le chiuderà.

"Abbiamo constatato che oggettivamente queste centrali sono senza speranza. Il nostro lavoro è dare un futuro a questi impianti con progetti di reindustrializzazione o anche di rivalutazione come musei, data center, centri commerciali, per non abbandonare un patrimonio".

Anche l’ad Francesco Starace si è espresso in merito alla dismissione pianificata e nella trasformazione delle centrali da siti produttivi a “siti utili per l’Italia”.

IL FUTURO DI ENEL – Il futuro del Gruppo è necessariamente incarnato da attività diversificate, come da tempo annuncia lo stesso Starace. “Dobbiamo anzi diversificare mercati e tecnologie perché ci rende più immuni dai rischi e aumenta la creazione di valore”, ha detto.

Le attività in questione sono peraltro dislocate in aree diverse: non solo Italia, ma anche Europa dell’Est, SudAmerica, Italia, Iberia, e corrispondono ad aree organizzative. Inutile dire che hanno anche domanda ed esigenze differenti, se in SudAmerica le reti sono da potenziare, in Europa la situazione è di un sostanziale stallo della domanda, così come si registra una non-crescita della popolazione.

È qui che si concentrerà la svolta verso le reti intelligenti, fulcro degli annunci del Gruppo a Londra di pochi giorni fa. D’altra parte il piano strategico parla chiaro: dismissioni per 5 mld al 2019. Recentemente comunque i segnali di Enel verso una virata green sono stati diversi, al punto che Greenpeace ha ceduto ad un’apertura che osiamo definire storica: il direttore esecutivo di Greenpeace International Kumi Naidoo ha incontrato a Roma Starace per condividerne il percorso verso le energie rinnovabili.

Ed è proprio con la nomina di Starace che si è innescato il meccanismo virtuoso che vede Enel guardare a rinnovabili, efficienza energetica, smart grids e sistemi di accumulo, allo stesso tempo uscendo dal carbone in Italia, come dimostra il piano di dismissioni in arrivo.

PROTOCOLLO ENEL-ENEA – Una dimostrazione recentissima di questa svolta è poi la firma di un protocollo da parte di Enel ed ENEA per migliorare le tecnologie di generazione, in particolare quelle che provengono da fonti rinnovabili. La collaborazione si concretizzerà nelle tecnologie per l’impiego di combustibili alternativi negli impianti tradizionali, come biomasse e residui vegetali, e nello sviluppo di tecnologie per l’ambiente, il clima e per aumentare la flessibilità di utilizzo delle centrali tradizionali.

Un filone di ricerca specifico riguarderà l’ottimizzazione di soluzioni per produrre energia elettrica sfruttando il moto ondoso del mare, mentre un focus particolare sarà dato al fotovoltaico di nuova generazione.

Anna Tita Gallo

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