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tariffeaeegCome cambieranno le tariffe elettriche? La nuova riforma dal 1° gennaio 2018 punta all'allineamento delle tariffe di rete ai costi, a un utilizzo razionale delle risorse e alla promozione delle iniziative di efficienza energetica e di sviluppo delle fonti rinnovabili.

Ma non solo. Nel recepimento della direttiva europea sull'efficienza energetica, le tariffe elettriche dei privati sono destinate a cambiare, superando l'attuale struttura progressiva rispetto ai consumi e adeguando le componenti tariffarie al costo dei servizi. Tuttavia, la nuova riforma inviterebbe meno a investire nell'efficienza energetica.

A spiegarlo è il documento 34/2015/R/eel dell'Autorità per l'energia, che ha avviato la consultazione per chiedere ai cittadini di esprimersi in merito alle tariffe elettriche. Il nocciolo della questione riguarda la crescita del prezzo del singolo kilowattora legato all'aumento dei consumi mensili.

Attualmente, infatti, le tariffe applicate (D2 e D3) sono progressive rispetto ai consumi con differenze in base al fatto di essere residenti-non residenti e della potenza impegnata (sopra o sotto i 3 kW). “L'attuale struttura dei corrispettivi realizza meccanismi di sussidi incrociati tra classi di clienti domestici in relazione ai consumi, alla potenza impegnata e della condizione anagrafica di residente o non residente, a prescindere da condizioni di disagio economico a supporto della sussidiazionespiega l'Aeegsi secondo cui ad esempio, “i clienti residenti con potenza fino a 3 kW (a cui oggi è applicata la tariffa D2) i cui consumi non superano circa 3.400-3.500 kWh beneficiano di un vantaggio in quanto la loro spesa totale annua è inferiore a quella che dovrebbero pagare se fosse applicata la tariffa di riferimento (tariffa D1); tale vantaggio è 'finanziato' da tutti i clienti non residenti e da quelli residenti con consumi e potenza impegnata maggiore”.

Quattro sono le opzioni considerate nel documento di consultazione:

Opzione T0: uguale per tutti i clienti; la totalità dell'ammontare necessario alla copertura degli oneri viene caricata sulla componente variabile proporzionale ai consumi; tale opzione corrisponde all'applicazione della tariffa D1 come già definita dall'attuale regolazione tariffaria.

Opzione T1: uguale per tutti i clienti; l'ammontare necessario alla copertura degli oneri viene caricata al 50% sulla componente fissa correlata alla potenza impegnata e al 50% sulla componente variabile proporzionale ai consumi;

Opzione T2: l'ammontare necessario alla copertura degli oneri viene caricato come nell'opzione T1 (50% potenza e 50% prelievi) differenziando tra residenti e non residenti il corrispettivo per potenza impegnata;

Opzione T3: l'ammontare necessario alla copertura degli oneri viene caricato al 75% sulla componente variabile proporzionale ai consumi e al 25% sulla componente fissa, quest'ultima differenziata tra residenti e non residenti.

La tabella che segue ha ipotizzato le variazioni per i clienti-tipo:

tabellaaeegsi

Cosa cambierebbe? Il cliente tipo che utilizza i 3 kW e ha un consumo di 2.700 kWh all'anno avrebbe un aumento da 438 a 443 euro l'anno al netto delle tasse, mentre chi ha un consumo ancora più basso (da 1500 a 2000 kWh) avrà un aumento rispettivamente di 74 e 44 euro. Peggio ancora per i non residenti con consumi fino a 900 kWh/anno e 3kW: in questo caso pagherebbero 129 euro in più rispetto agli attuali 260. Ridurre i consumi in un certo senso aumenterebbe i costi. Da qui il rischio di scoraggiare gli interventi a favore dell'efficienza.

In ogni caso, sarà possibile inviare le proprie osservazioni entro il 16 marzo 2015 ma successivamente verranno avviate altre consultazioni.

Per il documento di consultazione e l'invio di osservazioni, clicca qui

Francesca Mancuso

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