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shalereportUna vicenda su cui ci si interroga da tempo. I terremoti, ed in particolare quello dell'Emilia, hanno a che fare con il fracking? Un argomento da GreenBiz.it a lungo affrontato e ieri tornato sotto la lente di ingrandimento di Report, su Rai3.

In primavera era esploso il dubbio che il terremoto emiliano del 2012 fosse stato innescato dalle attività di estrazione petrolifere svolte in zona. Qualcuno ha denunciato che la fratturazione idraulica (fracking) fosse stata praticata in diverse zone della penisola. A che punto siamo? Sussiste una responsabilità delle attività umane nell’innesco del sisma? Gli esperti non lo escludono. Quale direzione sta prendendo il governo per l’approvvigionamento energetico del paese?” si interroga Milena Gabanelli.

Come sappiamo, il fracking, vietato dal decreto Sblocca Italia, serve ad ottenere lo shale gas attraverso la fratturazione idraulica delle rocce, da cui prende il nome la tecnica. In una vecchia puntata di Report, andata in onda ad aprile, era arrivata una prima risposta su un eventuale collegamento tra le attività umane e il terremoto in Emilia del maggio 2012: la Commissione Internazionale aveva stabilito “non può essere escluso che le azioni combinate di estrazione e di iniezione di fluidi avessero contribuito ad innescare il sisma”. Per questo, evidenzia il servizio di Report, gli studi dovevano proseguire ed accertarlo. Gli studi effettuati hanno però messo in luce che “non vi sono ragioni fisiche per ritenere che le attività nel Campo di Cavone abbiano innescato la sequenza sismica”.

Peccato però che proprio questa ricerca è stata commissionata e finanziata da Eni. E il conflitto non è sfuggito alla rivista Science.

Ma Carlo Doglioni, presidente della Società geologica italiana, ha confermato a Report: “Noi ci rendiamo conto che c’è una sismicità indotta quando vengono fatte reiniezioni. L’Italia è una zona sismica a prescindere e quindi è importante che in Italia intanto si sia consapevoli che c’è una pericolosità e di conseguenza un rischio sismico molto alti”.

Ma non è solo la terra che trema a mettere paura. Secondo una recente analisi del World Resources Institute, il fracking potrebbe avere impatto un impatto così forte sulle che l'acqua potrebbe non bastare nemmeno per le stesse trivellazioni. In questo modo, tale pratica potrebbe in un certo senso morire di morte spontanea, mancando proprio le condizioni per renderla possibile e conveniente.

Intanto nello Stato di New York il fracking è stato bandito.

Per quanto tempo ancora ne sentiremo parlare?

Per vedere il servizio di Report di ieri, clicca qui

Francesca Mancuso

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