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storageSistemi di accumulo e ibridi. In un report pubblicato su The Electricity Journal si afferma che l’utilizzo delle rinnovabili negli Usa potrebbe ricevere un enorme impulso grazie a tecnologie di stoccaggio migliori e a sforzi più incisivi per far intersecare tutte le fonti in un sistema che assicuri un flusso di energia elettrica più stabile.

SCENARIO - Il problema ben noto legato al passaggio alle rinnovabili, da sempre, deriva dalla loro variabilità: se il vento non soffia l’energia non si può ottenere. Finora le soluzioni non sono state né a buon prezzo né particolarmente efficienti. La soluzione, per alcuni scienziati, è puntare su sistemi di stoccaggio avanzati o sviluppare un sistema ibrido, in cui su aree geografiche molto estese una fonte compensa la mancanza temporanea dell’altra e viceversa.

SMART GRID – Stiamo parlando di qualcosa di molto conosciuto e di un dibattito accesissimo, quello sulla realizzazione di smart grid basate su sistemi di accumulo evoluti, che davvero consentano il passaggio alle rinnovabili. Ne è convinta Anna Kelly, laureata alla School of Public Policy alla Oregon State University, esperta di politica energetica: “Non è solo un’idea, sta diventando realtà in Spagna, Marocco e Cina, ma anche negli Usa”.

IL CASO USA – In Wyoming l’energia elettrica si ricava da grandi parchi eolici, viene trasmessa nello Utah dove è immagazzinata in formazioni rocciose, poi alimenta città come Los Angeles. È un sistema da 8 mld di dollari. Ci sono una serie di ostacoli, come nel report sottolinea Joshua Merritt, co-autore, studente di ingegneria meccanica: “I nostri sistemi di trasmissione necessitano di miglioramenti che permettano di produrre energia ed inviarla là dove serve. E occorre che il settore pubblico accetti le rinnovabili anche nella pratica, non solo sulla carta”.

E IN ITALIA? – Anche a casa nostra il tema è ricorrente, tanto che recentemente l’Aeegsi, parlando degli orientamenti del Piano Strategico per il quadriennio 2015-2018, spiegava che le reti dovranno diventare sempre più intelligenti attraverso una smartizzazione che integri al meglio le rinnovabili nel mix energetico attuale. In quesot contesto, si inseriscono le sperimentazioni di sistemi di accumulo connessi alla rete di trasmissione nazionale, per poter ottenere un sistema di gestione che coinvolga non solo Terna ma anche soggetti terzi, dopo le dovute procedure concorsuali.

In una delibera di qualche giorno fa l’Aeegsi ha poi indicato la possibilità di integrazione delle batterie per lo storage dell'energia prodotta in eccesso dalle rinnovabili nella rete italiana. Ecco superato il limite dell'intermittenza, almeno sulla carta. “Un fondamentale punto di svolta per il nostro settore”, secondo ANIE Energia, visto che ora esistono “basi regolatorie stabili alle quali tutti gli operatori possono riferirsi per implementare le soluzioni di energy storage moderne e affidabili per rendere il sistema elettrico italiano più flessibile ed in grado di integrare nella rete, in maniera sempre più efficace ed efficiente, sia gli oltre 26 GWp di potenza rinnovabile non programmabile esistente che le future installazioni, nonché di cogliere a pieno le enormi potenzialità del nuovo orizzonte tecnologico delle smart grid. Il percorso regolatorio che permetterà ai sistemi di accumulo di dischiudere tutto il loro potenziale è però solamente agli inizi”. Servono ora le regole tecniche transitorie e poi quelle definitive, che arriveranno dal Gse. Dovranno essere emanate entro il 31 marzo 2015.

Anna Tita Gallo

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