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immagineMentre una delegazione di lavoratori e sindacati della Tirreno Power di Vado Ligure si è recata al MiSE, Rosaria Fausta Romano, capo della direzione generale per il mercato elettrico, le rinnovabili, l’efficienza energetica e il nucleare dello stesso ministero, è stata convocata in Procura come persona informata sui fatti.

IL FUTURO DELLA CENTRALE – Al MiSE si discuteva del futuro della centrale termoelettrica, intanto in Procura la Romano rispondeva nell’ambito dell’indagine sulle attività della centrale. Intanto, pesano le dichiarazioni di Terna: l’impianto di Vado Ligure non sarebbe essenziale per la sicurezza del sistema elettrico nazionale, in Italia si riscontra un eccesso di produzione e il 25% delle centrali andrebbe chiuso. D'altra parte anche Enel, poche settimane fa, aveva annunciato una sorte analoga per le proprie centrali: il calo della domanda ha spinto il Gruppo a guardare alle rinnovabili e 23 centrali termoelettriche saranno chiuse.

IN PROCURA - In Procura è giunto anche l’assessore regionale allo sviluppo economico Renzo Guccinelli, che segue quindi altri nomi noti, come quello del direttore generale del Dipartimento Ambiente della Regione Liguria Gabriella Minervini e l’assessore alla sanità Claudio Montaldo. E probabilmente l’elenco dei convocati si allungherà presto.

VERTICE A ROMA – Oggi è il giorno del vertice a Roma tra tecnici, Tirreno Power e commissione IPPC, la stessa che ha chiuso i lavori di istruttoria per elaborare il parere in merito alla concessione della nuova Aia. Si discuterà dei limiti delle emissioni ai quali la centrale si dovrà conformare, poi ci sarà una conferenza dei servizi al ministero dell’Ambiente, prevista per martedì prossimo. E il problema sono proprio quei limiti, considerati troppo severi dall'azienda.

Anna Tita Gallo

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