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russia-ucraina-ueDopo 7 cicli di negoziati sul gas, ieri la Commissione Europea ha finalmente raggiunto l'accordo con la Russia e l'Ucraina per la fornitura nei mesi invernali.

La cifra messa sul piatto della bilancia è di 4,6 miliardi di dollari e avrà lo scopo di assicurare gli approvvigionamenti di gas all'Ucraina e di riflesso anche all'Europa.

Si chiude così una vicenda che si trascina ormai da mesi e che ha messo a repentaglio la sicurezza energetica del Vecchio Continente. Da quanto si sono inaspriti i rapporti tra i due paesi a causa della questione Crimea, le forniture di gas sono state terreno di scontro a livello internazionale. Ma ora la conclusione della saga sembra essere arrivata, con una vittoria più russa che europea. E certamente non dell'ambiente.

Il cosiddetto “pacchetto invernale” stabilito dall'Ue consiste di due documenti: un protocollo vincolante, firmato dalla Commissione europea (Vicepresidente Oettinger), dalla Federazione Russa (Ministro dell'Energia Alexander Novak) e dall'Ucraina (Ministro dell'Energia Yuri Prodan) e un addendum al contratto di fornitura di gas esistente, firmato dalla russa Gazprom (CEO Alexey Miller) e dall'ucraina Naftogaz (CEO Andriy Kobolyev).

Prima di tutto i debiti. Vicenda spinosa questa. Dopo aver alzato i prezzi del gas all'Ucraina ad aprile portandoli a 385,5 dollari per mille metri cubi, a giungo Gazprom aveva annunciato che la società energetica statale Naftogaz avrebbe dovuto pagare anticipatamente il gas russo. Motivo? L'Ucraina aveva oltre 4 miliardi di debiti con la società russa.

Per superare l'empasse, la Commissione ha stabilito che l'Ucraina dovrà onorare i debiti restanti sulla base di un prezzo preliminare di $ 268,5/ 1000m3 ed effettuare i pagamenti in due tranche: 1,45 miliardi di dollari subito e 1,65 miliardi di dollari entro la fine dell'anno 2014. Il prezzo finale e quindi la somma finale del debito saranno determinati attraverso l'arbitrato in corso da parte dell'Istituto Arbitrale della Camera di Commercio di Stoccolma tra Gazprom e Naftogaz.

Per quanto riguarda il futuro e le nuove forniture di gas, l'Ucraina dovrà sborsare alla Russia 378 dollari per mille metri cubi per tutto il 2014 e 365 fino a fine marzo 2015.

Inoltre, il paese sarà libero di ordinare il gas di cui ha bisogno e non è soggetto agli obblighi take-or-pay previsti dal contratto vigente. Il paese prevede l'acquisto di 4 miliardi di metri cubi fino alla fine dell'anno 2014. A convincere la Russia però è stato altro. La Commissione europea, d'accordo con le istituzioni finanziarie internazionali (IFI), aiuterà l'Ucraina a pagare in anticipo le forniture di gas del prossimo inverno. “Saranno erogati livelli senza precedenti di aiuti dell'UE in modo tempestivo, e il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha rassicurato l'Ucraina che potrà usare tutti i mezzi finanziari a sua disposizione per pagare per il gas”.

Gol segnato dalla zona Cesarini per la Commissione uscente di José Manuel Barroso, che ha assistito alla firma dell'accordo: “Sono lieto di poter annunciare un importante successo alla fine del mio mandato come Presidente della Commissione europea. Con il nostro forte sostegno, Ucraina e Russia hanno oggi trovato un accordo sui loro problemi relativi al debito di energia in sospeso e su una soluzione provvisoria che consenta di garantire le forniture di gas questo inverno”.

Emergenza rientrata. Almeno per adesso. Ma rimane il problema che l'Europa non riesce a fare a meno di pensare al futuro senza le fonti fossili. Il gas infatti è usato soprattutto per usi termici, ma potrebbe essere sostituito dalle rinnovabili e dall'introduzione di misure volte a favorire l'efficienza energetica. Eppure per ora l'occasione per diversificare il mix energetico Ue sembra andata in fumo, visto che il pacchetto clima energia al 2030 ci lascia dipendenti.

Francesca Mancuso

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