Menu

autoconsumoDopo l'apertura delle consultazioni del Gse sulle regole applicative, l'Autorità per l'energia elettrica e il Gas torna ad occuparsi dell'applicazione degli oneri su autoconsumo nei SEU secondo quanto previsto dal Dl Competitività, che contiene anche lo spalma incentivi.

Era già chiaro che l'autoconsumo, piuttosto che incentivato, sarebbe stato ulteriormente tassato. E la speranza che l'Italia potesse continuare a puntare sul fotovoltaico anche senza gli incentivi, appare sempre meno probabile.

Con il documento per la consultazione 519/2014/R/eel, l'Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico aveva illustrato infatti gli orientamenti per l'attuazione dell'articolo 24 del decreto legge n. 91/14, in riferimento all'applicazione per le reti interne di utenza (RIU), i sistemi efficienti di utenza (SEU) e i sistemi esistenti equivalenti ai sistemi efficienti di utenza (SEESEU). Il dl prevede una quota del 5% degli oneri generali sull'energia autoconsumata.

Spiega l'Aeegsi che il documento per la consultazione considera, per un periodo transitorio, a partire dal 1° gennaio 2015, introdurrà un sistema di maggiorazioni delle componenti fisse degli oneri generali, definito sulla base di condizioni medie differenziate per livello di tensione, pur ammettendo alcune specificità per i clienti di maggiori dimensione. Una soluzione da adottare in tempi brevi, e che possa di minimizzare gli interventi necessari sui sistemi di fatturazione cercando di garantire la maggiore precisione possibile.

Ma ecco le quattro opzioni che potrebbero riguardare il sistema di maggiorazione in funzione del livello di tensione e all'entità del consumo:

  1. Punti di prelievo in bassa tensione inclusi in SEU/SEESEU con potenza nominale superiore a 20 kW: in questo caso si potrà le imprese di distribuzione potranno applicare un sistema di maggiorazioni delle aliquote, espresse in centesimi di euro per punto di prelievo, afferenti alle componenti tariffarie A2, A3 e A5, sulla base di importi definiti e aggiornati dall'Autorità (le prime stime indicano un valore intorno ai 30÷40 euro/anno).

  2. Punti di prelievo in media tensione inclusi in SEU/SEESEU, esclusi quelli nella titolarità di imprese a forte consumo di energia: le imprese di distribuzione potranno applicare un sistema di maggiorazioni delle aliquote, espresse in centesimi di euro per punto di prelievo, afferenti alle componenti tariffarie A2, A3 e A5, sulla base di importi definiti e aggiornati dall'Autorità (le prime stime indicano un valore intorno ai 1.000 euro/anno).

  3. Punti di prelievo in media tensione, inclusi in SEU/SEESEU, nella titolarità di imprese a forte consumo di energia: applicazione a conguaglio da parte della Cassa conguaglio per il settore elettrico di un sistema di maggiorazione fissa calcolata a livello di singola impresa in base ai dati di consumo rilevabili dalle dichiarazioni rese da tali imprese.

  4. Tutti i punti di prelievo in alta tensione inclusi in SEU/SEESEU o in RIU: in questi casi la Cassa conguaglio potrebbe applicare un sistema di maggiorazione fissa calcolata a livello di singola impresa in base ai dati di consumo rilevabili dalle dichiarazioni rese dalle imprese energivore o, in mancanza di tali dichiarazioni, da specifiche dichiarazioni, tenendo presente il sistema degli scaglioni tariffari (come se l'energia autoconsumata fosse riferibile a un unico punto di prelievo virtuale per impresa).

Ci sarà tempo fino all'8 novembre per inviare le proprie osservazioni. Per farlo clicca qui

Francesca Mancuso

LEGGI anche:

Seu e Seeseu: al via consultazione Gse regole applicative

Fotovoltaico: convegno su SEU e sviluppo sostenibile del mercato

Sistemi di accumulo e Seu: attacco dell'Aeegsi alla generazione distribuita in autoconsumo

Fotovoltaico senza incentivi: l'Italia riparte dai SEU

Autoconsumo: pubblicata la delibera sui Seu. Era attesa dal 2008

GreenBiz.it

Network