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sblocca italia gazzetta ufficialeSblocca Italia, pubblicato il decreto sulle semplificazioni, che mira a riavviare il Paese. Ma le sue conseguenze positive su ambiente e occupazione sono ancora dubbie. Negli ultimi giorni il testo sembrava sparito dalla circolazione, ma ora il decreto Sblocca Italia, annunciato a fine agosto, è in Gazzetta Ufficiale.

Il testo contiene una serie di “misure urgenti” per l’apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l’emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive. Il decreto legge n. 133 del 12 settembre 2014 entra in vigore dalla giornata successiva, 13 settembre.

Il decreto annuncia investimenti sulla rete autostradale, sulla diffusione della banda larga e sul potenziamento delle reti ferroviarie e metropolitane. Le Amministrazioni Comunali potranno effettuare investimenti in opere pubbliche in deroga al patto di stabilità, per un totale complessivo di 550 milioni di euro in due anni.

Edilizia e ristrutturazione - Lo Sblocca Italia contiene alcune novità per la semplificazione in edilizia. Gli interventi edilizi potranno cominciare grazie alla Comunicazione di inizio lavori (CIL) che sostituirà la Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), se riguarderanno la manutenzione straordinaria, con particolare riferimento al frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari. Gli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria e il costo di costruzione verranno stabiliti al fine di incentivare la ristrutturazione edilizia, in sostituzione della costruzione di nuovi edifici.

Fondo infrastrutture – Il fondo infrastrutture verrà rifinanziato con 3,9 miliardi. I fondi saranno destinate ad una serie di opere già selezionate, che comprendono, tra le altre, la realizzazione della metropolitana Linea C a Roma, gli interventi di soppressione e di automazione dei passaggi a livello sulla rete ferroviaria del corridioio adriatico, tra Bologna e Lecce, il completamento della linea metropolitana di Napoli e gli interventi per le reti metropolitane di Torino.

Energia e rinnovabili – Dal testo definitivo del decreto Sblocca Italia sarebbero spariti due articoli presenti nella bozza in circolazione ad inizio settembre. Riguardavano l’introduzione di disposizioni per i piccoli impianti di produzione di energia elettrica e termica da fonti rinnovabili, oltre che interventi di efficienza energetica. Il decreto introduce disposizioni per il Conto Termico e per le infrastrutture destinate al gas. Dimezzati i tempi burocratici per la realizzazione di nuovi inceneritori (altrimenti detti termovalorizzatori).

In sostanza, le novità favorevoli ad una svolta alle rinnovabili non sono buone. Anzi, il decreto Sblocca Italia apre la strada alla ricerca di gas e petrolio e alle trivellazioni di idrocarburi nazionali. Sulle trivellazioni petrolifere il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti ha affermato che in Italia è in vigore "la normativa, forse la più restrittiva d'Europa". Per Greenpeace l’Italia sta andando invece in tutt’altra direzione.

"Sulle trivelle offshore il governo gioca sporco con i cittadini italiani e con l'Unione Europea. Se pensiamo ai rischi delle trivellazioni ci viene in mente la tragedia della Deepwater Horizon nel Golfo del Messico. La Direttiva 2013/30/UE, d’altronde, è chiarissima al riguardo: le piattaforme sono una fonte di rischio rilevante. Eppure, nel 2005 il governo italiano ha deciso che le trivelle sono escluse da questa categoria di rischio e per questo non sono state fatte valutazioni di impatto ambientale al riguardo. Con lo Sblocca Italia il problema verrà risolto alla radice: nessuna valutazione e basta. Altro che sicurezza ambientale!" - ha commentato Alesandro Giannì, direttore delle Campagne di Greenpeace Italia.

Defiscalizzazione – È prevista una defiscalizzazione degli investimenti infrastrutturali in finanza di progetto. In particolare, coloro che investono in infrastrutture non sovvenzionate da contributi pubblici, vedranno riconosciuto un credito di imposta, che partirà da 50 milioni e che non potrà superare i 200 milioni. Il beneficio vale sia per le opere strategiche nazionali che per i piani o programmi approvati dalle amministrazioni pubbliche.

Consulta qui il testo del decreto Sblocca Italia.

Marta Albè

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