Menu

immagineIn Commissione Ambiente si è tenuta la votazione del Collegato Ambientale, il testo “allegato” alla legge di stabilità 2014. per 7 articoli “approvati e pronti per andare in Aula”, tra questi il divieto imposto al fracking. Il MiSE intanto, in una nota, precisa seccamente la posizione italiana su shale gas ed estrazione.

FACCIAMO CHIAREZZA – Innanzitutto, mentre c’è chi canta vittoria, il testo che contiene l’emendamento in questione deve ancora superare il voto in Aula. In ogni caso, riportiamo quanto pubblicato in una nota del MiSE:

“In merito a notizie di stampa diffuse negli ultimi giorni, il Ministero dello Sviluppo Economico smentisce che nel decreto Sblocca Italia approvato venerdì scorso dal Consiglio dei Ministri sia inserita una norma che autorizzi l’estrazione di shale gas (di cui peraltro non esistono giacimenti in Italia) né tantomeno la possibilità di sviluppare tecniche di fracking sull’intero territorio nazionale. Oltretutto, la Strategia Energetica Nazionale (SEN) esclude espressamente il ricorso all’estrazione di shale gas”.

L’EMENDAMENTO – Si tratta di un emendamento proposto da una serie di parlamentari del M5S, incentrato appunto sul divieto di tecniche, inserito nel Collegato (art.26):

“Ai fini della tutela delle acque sotterranee dall'inquinamento e per promuovere un razionale del patrimonio idrico nazionale, tenuto anche conto del principio di precauzione per quanto attiene il rischio sismico e la prevenzione di incidenti rilevanti, nelle attività di ricerca o coltivazione di idrocarburi rilasciate dallo Stato sono vietate le tecniche di stimolazione idraulica del giacimento mediante iniezione in pressione nel sottosuolo di fluidi liquidi o gassosi, compresi eventuali additivi, finalizzata a produrre o favorire la fratturazione delle formazioni rocciose in cui sono intrappolati gli idrocarburi. I titolari di permessi di ricerca o di concessioni di coltivazione comunicano entro il 31 dicembre 2014 al Ministero dello sviluppo economico e al Ministero dell'ambiente i dati e le informazioni relative all'utilizzo pregresso di tali tecniche per ciascun titolo, anche in via sperimentale, comprese quelle sugli additivi utilizzati precisandone la composizione chimica. Le violazioni concernenti il primo periodo o la mancata comunicazione di cui al secondo periodo del presente comma, determinano l'automatico decadimento del relativo titolo”.

E, come tengono a precisare dal M5S, quello significa che il fracking è vietato espressamente in tutta Italia e che chi lo pratica deve rendere conto al governo, subendo eventuali conseguenze.

REAZIONI – Il relatore Enrico Borghi (Pd), ha ricordato che in Italia mancava una norma ad hoc che tutelasse il sottosuolo e le risorse idriche. L’emendamento, dunque, avrebbe parecchio senso in relazione alla tutela delle falde acquifere e dell’acqua.

Ma – lo sottolineiamo ancora – il testo deve ancora andare in Aula e passare da Camera e Senato, dove i pentastellati peraltro assicurano che vigileranno perché non venga eliminato o dimenticato.

Anna Tita Gallo

Leggi anche:

Fracking: l'acqua non basta neanche per trivellare

Trivellare è peccato: il Papa fermi i petrolieri e appoggi le rinnovabili

Fracking: estrarre shale gas non conviene in Europa. Parola della BERS

GreenBiz.it

Network