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sblocca italia trivellazioni legambiente criticheIl dereto "Sblocca Italia" del Governo Renzi è, meglio sarà, pieno di misure contro l'ambiente. Le associazioni si schierano già contro il testo, che non esiste ancora...

Il decreto Sblocca Italia è già stato sonoramente bocciato dagli ambientalisti, nonostante di fatto ancora non esista. Tuttavia, è bastata la conferenza stampa di presentazione con gli annunci delle misure che verranno adottate per capire che il decreto sarà molto vicino alle lobby dell'asfalto, degli idrocarburi e dell'energia tradizionale non rinnovabile.

Quello che di sicuro non ci sarà nel decreto sarà la stabilizzazione dell'ecobonus per le ristrutturazioni edilizie finalizzate al risparmio energetico. Sia chiaro: per il 2014 e 2015 le detrazioni fiscali restano, dopo non è dato saperlo.

Tra gli "sblocchi" che verranno realmente messi in atto ci sono quelli per la costruzione o il completamento di alcuni tratti autostradali, ai quali è stata promessa una corsia burocratica preferenziale e l'allungamento di alcune concessioni. "A fare la parte del leone nel provvedimentospiegano gli esponenti di Greenitalia Francesco Ferrante e Monica Frassonisono le società concessionarie delle autostrade a cui si vorrebbe regalare un prolungamento delle concessioni, con buona pace della libera concorrenza. Un tentativo destinato a incontrare l’opposizione dell’Europa, e in merito al quale abbiamo già avviato un contatto e sensibilizzato la Commissione europea".

Anche nei confronti del decreto "Slocca Italia": "Un decreto omnibus che - in una stesura ancora non definitiva e con molti articoli ancora da completare nei prossimi giorni, prima che il Presidente Napolitano ne possa valutare la dubbia legittimità costituzionale - dimostra soprattutto confusione da parte del Governo Renzi rispetto alla direzione verso la quale vuole portare il Paese per uscire dalla crisi".

C'è poi il capitolo delle trivellazioni petrolifere: Renzi in conferenza stampa ha affermato che è praticamente assurdo che l'Italia non trivelli a tutta forza per estrarre il petrolio che ha nel suo sottosuolo ma, in realtà, ancora poco si sa su cosa conterrà il decreto. Secondo quanto afferma La Stampa lo "slocco" delle trivelle consisterebbe nel togliere alle Regioni il diritto di veto sulla concessione delle autorizzazioni a trivellare. Se così fosse, fatta salva la Sicilia e la Sardegna che sono a statuto speciale con competenza esclusiva sulle trivellazioni on shore, praticamente tutta l'Italia potrebbe diventare un pozzo petrolifero a cielo aperto.

Il desiderio dei petrolieri che, a più riprese e con più Governi in carica, da diversi anni ormai tentano di ottenere questa misura che permetterebbe loro di trattare direttamente a Roma, ai Ministeri dell'Ambiente e dello Sviluppo economico, le concessioni petrolifere di tutto il paese. Un sogno per i lobbisti che potrebbe presto diventare realtà.

Peppe Croce

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