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greenpeace carbonIl governo australiano ha preferito il carbone alla barriera corallina, approvando la costruzione di quella che sarà la più grande miniera della nazione. È l'allarme lanciato dagli ambientalisti, che contestano il via libera del ministro dell'Ambiente Greg Hunt alla miniera di carbone Carmichael, proposta dalla società mineraria indiana Adani.

Il progetto da 16 miliardi dollari estrarrà circa 60 milioni di tonnellate di carbone all'anno. Userà miniere sia a cielo aperto che sotterranee in una vasta area del bacino di Galilea, nel Queensland. Circa 28.000 ettari di bosco verranno cancellati per far loro posto.

Il Governo rassicura. Tutto si svolgerà nella massima tutela dell'ambiente e l'azienda sarà tenuta a rispettare una serie di richieste, molte delle quali incentrate sulla conservazione delle acque sotterranee e sulla protezione delle locali specie animali minacciate di estinzione.

Ma gli attivisti restano scettici e parlano di un duro colpo inferto agli sforzi internazionali per frenare il cambiamento climatico. "La miniera di Carmichael è impostata per essere una delle più grandi miniere di carbone del mondo e il suo impatto ambientale e sul clima sarà altrettanto immenso", ha detto il direttore di campagne di Greenpeace Ben Pearson.

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Si prevede che le emissioni generate dall'uso del carbone della miniera di Carmichael saranno più o meno equivalenti alla riduzione delle emissioni nazionali conseguite dalla politica ambientale del governo australiano. Proprio il piano d'azione per il clima di Hunt mira a una riduzione di 131 milioni di tonnellate di anidride carbonica all'anno. Eppure, solo il carbone di Carmichael emetterebbe circa 130 milioni di tonnellate di anidride carbonica ogni anno. Un bel paradosso, che danneggerà in primis la barriera corallina australiana.

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Lo dice Greenpeace, ma anche l'Australian Marine Conservation Society spiega che si tratta di un altro passo verso l'aumento delle spedizioni, i porti verranno espansi e i danni potenziali per il reef aumentano. Tutto questo, senza considerare il dragaggio.

"È estremamente deludente che il ministro sia così disposto non solo a mettere la regione della miniera a rischio, ma anche a creare più minacce per la Grande Barriera Corallina. A regime, ci saranno ulteriori 480 navi che attraverseranno la barriera corallina, la casa di balene, tartarughe e dugonghi. E poi c'è l'impatto del dragaggio", dice l'associazione.

Non resta che confidare nei miracoli dell'autoconsumo dell'energia rinnovabile, grazie al fotovoltaico su tetto, che proprio in Australia sta facendo sognare chi crede nella transizione energetica e nella decarbonizzazione.

Intanto, l'hahstag da seguire su Twitter per rimanere aggiornati è #savethereef

Roberta Ragni

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