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pistacchii 450L’utilizzo di fonti di energia sostenibili e rinnovabili cresce giorno dopo giorno, allo stesso tempo le nuove tecnologie consentono di utilizzare fonti sempre nuove, che talvolta stupiscono.

Da cosa si può ricavare energia pulita? Le opzioni sono ormai molte, ecco 10 fonti sicuramente non comuni, dalla A alla Z.

1) ALGHE

A febbraio Teregroup. Qui, al Polo dell’Alga Combustibile Algamoil, biologi e ingegneri chimici lavorano alla tecnologia delle alghe combustibili. I primi risultati hanno dimostrato che la potenza e la coppia sono uguali al diesel commerciale, il particolato risulta minore: le emissioni inquinanti potrebbero così essere ridotte. Dalle alghe e dagli olii deriva anche il nuovo biocarburante realizzato presso gli Ames Lab, dove è stata sviluppata una nanoparticella che produce diesel green, creato dall'idrogenazione di oli da materie prime rinnovabili come appunto le alghe.

“Contrariamente al biodiesel, il green diesel è prodotto per idrogenazione di grassi e oli e la sua composizione chimica è molto simile a quella del diesel a base di petrolio. Il diesel verde ha molti vantaggi rispetto al biodiesel, è più stabile e ha una densità di energia superiore,” ha spiegato Igor Slowing, capo-progetto.

2) CAFF È

Una ricerca dell’Università di Bath svela che dal caffè macinato si potrebbero ricavare biocarburanti dopo l’infusione in un solvente organico. “Ogni anno nel mondo si producono circa 8 milioni di tonnellate di caffè. E i fondi di caffè contengono fino al 20% di oli per unità di peso. Questi oli hanno proprietà simili a quelli utilizzati oggi per la produzione di biocarburanti. Ma mentre in quel caso si tratta di coltivazioni dedicate, l’utilizzo dei fondi di caffè permette di produrre biocarburanti di seconda generazione davvero sostenibili”, ha spiegato Chris Chuck, ricercatore dell’Università di Bath.

Il problema, in questo caso, potrebbe essere la disponibilità del materiale di partenza, ma si potrebbe ovviare alla mancanza chiedendo ai grandi produttori e rivenditori di mettere a disposizione gli scarti. Secondo lo studio, 10 kg di fondi di caffè (la quantità prodotta da un coffee shop, all’incirca, ogni giorno) darebbero vita a 2 litri di biocarburante.

3) CANNE

canne

La biomassa della canna comune, secondo una ricerca del Land Lab, sarebbe perfetta per produrre biogas a basso impatto ambientale. Considerando che può essere soggetta al doppio raccolto durante l'anno, potrebbe essere una buona sostituta del mais, che invece ha coltura annuale ma impatto ambientale maggiore, senza contare che è anche un alimento. Non solo. La canna resta produttiva per 10-15 anni e si adatta bene a terreni marginali, oltre a non sottrarre terreno fertile, dove invece si produce cibo.

4) MARCIAPIEDI

pavagen

Marciapiedi, ma soprattutto pedoni. Il loro passeggiare, qualche anno fa, ha innescato l’idea di Laurence Kemball-Cook, un ingegnere inglese che ha fondato la PaveGen System, azienda che ha poi realizzato il prototipo omonimo: pannelli smart che trasformano ogni passo in 8 Watt di energia, da sfruttare poi per l’illuminazione pubblica, ad esempio, o per qualsiasi apparecchiatura a bassa tensione. Il primo ordine è stato quello relativo al posizionamento di 20 mattonelle lungo l'attraversamento tra lo stadio Olimpico di Londra e il centro commerciale Westfield Stratford City, in vista delle Olimpiadi 2012.

5) MELANZANE E MIRTILLI

melanzana

Tecnologie organiche applicate alle celle fotovoltaiche: è l’oggetto di studio dei ricercatori del CHOSE, il Center for Hybrid and Organic Solar Energy dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, nato qualche anno fa grazie al contributo della Regione Lazio.

Qui gli studiosi di green chemistry hanno pensato a come sostituire l’elemento principale dei pannelli fotovoltaici tradizionali, il costoso silicio, con composti organici del carbonio, emulando la fotosintesi clorofilliana. L’energia elettrica si genera dall’assorbimento della luce solare tramite pigmenti organici, spesso ottenuti dalle antocianine derivate dai frutti di bosco, che hanno elevata capacità di assorbimento.

6) ONDE SONORE

cellulare

Alcuni studiosi coreani del Samsung Advanced Institute of Technology sono riusciti a trasformare l’ossido di zinco in un convertitore elettrico di onde sonore, usando materiali piezoelettrici. Cosa significa? Che il suono può diventare energia elettrica. Di conseguenza, possiamo sperare che parlare al cellulare possa farci risparmiare: i decibel della nostra voce potrebbero ricaricarlo, senza bisogno di energia ulteriore.

7) PISTACCHI

Anche i pistacchi potrebbero diventare preziosi nelle smart cities. In Turchia, infatti, in un'area di 3.200 ettari tra la città di Gaziantep e Kilis, al confine con la Siria, i loro gusci saranno usati per riscaldare gli edifici pubblici. La società d'ingegneria francese Burgeap ha sfruttato il fatto che Gaziantep è la terza città produttrice al mondo della varietà Antep ed è arrivata alla conclusione che i gusci hanno potere calorifico di 19,26 Megajoule per chilogrammo e sono ad oggi la migliore fonte di energia da utilizzare nella zona: il valore calorifico della biomassa prodotta grazie ai loro scarti potrebbe fornire riscaldamento a ben 55 ettari di edifici pubblici.

8) VETRO

La MTI Partners ha investito 2 milioni di sterline in Oxford Photovoltaic Limited, la spin off dell’Università di Oxford nota per il suo vetro solare colorato. Le celle sono trasparenti e prodotte con materiali che si trovano in abbondanza, né tossici né corrosivi, ma soprattutto economici.

Si stampa direttamente sul vetro con una serie di colori, quindi le celle perfette si adattano perfettamente alle facciate. Attenzione però ai colori: il nero ha molta efficienza, il verde abbastanza, il blu meno. Impossibile poi dimenticare le celle spray delle Università di Sheffield e Cambridge. L’esperimento prevede che le celle aderiscano alle facciate e magari un giorno a tetti e interi edifici. Costerebbe relativamente poco, ma al momento i livelli di efficienza non sarebbero tali da sperare troppo.

9) VIRUS

virus elettrici

I ricercatori californiani del Lawrence Berkeley National Laboratory hanno studiato una tecnologia che permetterebbe di produrre elettricità partendo da virus. Alcuni cristalli hanno la capacità di produrre cariche elettriche più o meno elevate se sottoposti a sollecitazioni meccaniche.

Da qui l'idea di una batteria autoricaricabile in grado di convertire l'energia meccanica in elettricità: un mini generatore produce abbastanza corrente per far funzionare un piccolo display a cristalli liquidi, si picchietta con un dito su un piccolo elettrodo e i virus che lo ricoprono convertono l'energia meccanica. È uno studio, ma potrebbe essere una buona base, soprattutto considerando quanto utilizziamo dispositivi come tablet e smartphone.

10) ZINCO

Parliamo ancora di fotovoltaico spray, con l’utilizzo di fosforo e zinco. Uno studio della Alberta University potrebbe trovare applicazione soprattutto nei paesi poveri. Ebbene, i due elementi consentirebbero di produrre a basso costo l'inchiostro fotovoltaico, che potrebbe sostituire in futuro il silicio e, in più, potrebbero consentire di avere uno spray da applicare a qualsiasi superficie. Il brevetto è già stato chiesto, quindi pare proprio che la fiducia sull’efficienza del progetto sia molto alta.

Anna Tita Gallo

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