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clima roadmapCome evitare la catastrofe climatica? La corsa contro l'aumento di 4° delle temperature entro il 2100 sembra ormai l'unica soluzione per arginare le conseguenze legate all'global warming.

Ma le Nazioni Uniti hanno presentato una roadmap, una tabella di marcia contro i cambiamenti climatici, con azioni specifiche rivolte alle maggiori economie del mondo per mantenere il riscaldamento al di sotto dei 2° C.

A preparare il rapporto per il segretario generale, Ban Ki-moon, sono stati degli esperti provenienti da 30 istituzioni internazionali che hanno definito una serie di strategie per le economie che oggi sono responsabili di oltre due terzi delle emissioni globali.

Il Deep Decarbonization Pathways Project (DDPP) è un'iniziativa di collaborazione per capire e mostrare come i singoli paesi possono passare a un'economia a basse emissioni di carbonio e come il mondo sia in grado di raggiungere l'obiettivo concordato a livello internazionale di limitare l'aumento della temperatura globale della superficie media di meno di 2 gradi Celsius,spiegano le Nazioni Unite.

Attualmente, il DDPP è composto da 15 team formati da ricercatori e istituti di ricerca dei paesi che rappresentano il 70% delle emissioni di gas serra globali: Australia, Brasile, Canada, Cina, Francia, Germania, India, Indonesia, Giappone, Messico, Russia, Sud Africa, Corea del Sud, Regno Unito e Stati Uniti.

Per raggiungere il limite di 2° C occorre che le emissioni nette di gas serra (GHG) siano azzerate entro la seconda metà del secolo. A sua volta, ciò richiederà una profonda trasformazione dei sistemi energetici entro il 2050 attraverso un forte calo dell'intensità di carbonio in tutti i settori dell'economia, la cosiddetta “decarbonizzazione profonda”.

L'iniziativa è la prima del suo genere a cercare di avviare progetti concreti intorno ai vari obiettivi già ampiamente discussi durante i negoziati sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite nel corso degli ultimi due decenni, ma con esiti il più delle volte deludenti e poco concreti.

Partendo dall'idea che ha fatto fallire il vertice di Copenaghen del 2009, ovvero che il riscaldamento di 4 o 5° C è già inevitabile, il nuovo gruppo di lavoro cercherà di trovare soluzioni ad hoc per i vari paesi che oggi non hanno ancora avviato politiche a lungo termine contro i cambiamenti climatici. Ad esempio, la Gran Bretagna entro la metà del secolo dovrebbe generare circa il 35 per cento della sua elettricità dalle centrali nucleari e il 40 per cento dal carbone utilizzando tecnologie di cattura del carbonio.

Anche l'America resterà pesantemente dipendente dal carbone, ma potrebbe generare fino al 35 per cento della sua elettricità da questa fonte con tecnologie di cattura del carbonio.

Il Sud Africa, che oggi è fortemente dipendente dal carbone, potrebbe invece generare l'80 per cento della sua elettricità con l'energia solare, mentre paesi come l'Australia potrebbero realizzare tagli nelle loro emissioni passando alle auto e ai mezzi pubblici elettrici. La relazione riconosce però che le tecnologie chiamate in causa - tra cui quelle per la cattura del carbonio - non sono ancora disponibili su scala commerciale.

Timeline. Il DDPP produrrà relazioni periodiche sulla decarbonizzazione presentando poi un resoconto al Segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon a sostegno del Summit degli esperti del clima alle Nazioni Unite, che avrà luogo il 23 settembre 2014. Il rapporto completo 2014 sarà reso pubblico in occasione del vertice.

Nella prima metà del 2015, poi, il DDPP pubblicherà una relazione più completa per il governo francese, che ospiterà la 21° Conferenza delle Parti (COP 21) della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC).

Francesca Mancuso

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