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energia verde 450x300Nuovo aggiornamento per il Contatore del Gse sul “costo indicativo cumulato annuo degli incentivi” per le rinnovabili elettriche ad eccezione del fotovoltaico. Le nuove cifre fornite nei giorni scorsi dal Gestore dei Servizi Energetici sono pari a circa 5,079 miliardi di euro fino al 31 maggio.

L'ultimo aggiornamento, reso noto a maggo e relativo al periodo fino a febbraio, parlava di 5,037 miliardi di euro. Ciò significa che in tre mesi sono stati utilizzati 42 milioni e che restano poco pià di 700 milioni prima di raggiungere il tetto di 5,8 miliardi.

Il contatore del Gse, lo ricordiamo, aggiorna i consumatori sul conto degli oneri di incentivazione legati agli agli impianti incentivati con il provvedimento CIP 6 (quota rinnovabile) con i Certificati Verdi o con le Tariffe Onnicomprensive ai sensi del D.M. 18/12/2008, agli impianti ammessi ai registri in posizione utile o ai vincitori delle procedure d'asta.

Ma sembra che ormai la sorte degli incentivi sia appesa a un filo. Da tempo infatti si teme una loro fine prematura, come aveva già lasciato intendere lo stesso Gestore dei servizi energetici alla presentazione del report dell'Energy Strayegy Group. In quell'occasione, il dottor Sperandini aveva confermato che i fondi stanno per esaurirsi, ammettendo che il problema della chiusura secca anticipata è concreto.

Numeri alla mano, come la polvere di una clessidra, gli incentivi si stanno esaurendo più velocemente del previsto e secondo il Gse arriveranno al massimo a gennaio 2015. In quell'occasione, il dottor Sperandini aveva confermato che i fondi stanno per esaurirsi, ammettendo che il problema della chiusura secca anticipata è concreto.

Gli incentivi vengono riconosciuti sulla produzione di energia elettrica netta immessa in rete dall'impianto ma non su quella autoconsumata. Due sono i meccanismi incentivanti previsti dal decreto, basati sulla potenza, sulla fonte rinnovabile e sulla tipologia dell’impianto: nel primo caso si ha una tariffa incentivante onnicomprensiva per gli impianti di potenza fino a 1 MW, determinata dalla somma tra una tariffa incentivante base e l'ammontare di eventuali premi; nel secondo caso l'incentivo va agli impianti di potenza superiore a 1 MW e per quelli di potenza fino a 1 MW che non scelgono la tariffa omnicomprensiva, calcolato come differenza tra la tariffa incentivante base e il prezzo zonale orario dell’energia.

A poco sono valse le rassicurazioni del Viceministro De Vincenti che, durante un'audizione delle commissioni Ambiente e Attività produttive della Camera, aveva rassicurato sul futuro delle rinnovabili promettendo anche l'assenza di effetti retroattivi sugli incentivi.

Il problema rimane. Cosa accadrà da gennaio?

Francesca Mancuso

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