Menu

solar-wind-powerSpalma incentivi, il Viceministro De Vincenti rassicura sul futuro delle rinnovabili. Nel corso dell'audizione delle commissioni Ambiente e Attività produttive della Camera, il Numero Due del Ministero dello sviluppo economico ha detto che non ci saranno effetti retroattivi sugli incentivi, promettendo un dialogo sia con gli investitori che con le associazioni e gli imprenditori del settore. Ma non si sa ancora se lo spalma incentivi sarà obbligatorio per il fotovoltaico.

La bomba d'acqua degli incentivi sulle rinnovabili, che è stata gettata sull'economia italiana tra il 2009 e il 2011, ha nociuto allo sviluppo in Italia di tecnologie verdi”. E tutto “senza dare il tempo alle imprese di sviluppare queste tecnologie,” sostiene. “Per il fotovoltaico, ormai vicino alla grid parity, bisogna collegare la misura di spalmatura con l'esigenza di aprire prospettive che non passino più per gli incentivi”. Secondo il Ministro, si deve lavorare per rendere più agevole lo scambio sul posto e semplificare le procedure di autorizzazione e di collegamento degli impianti alla rete, evitando sbilanciamenti.

Un pacchetto di misure che, nel loro insieme, tra la fine del 2014 e l'inizio del 2015 potrebbe ridurre la bolletta delle Pmi, assicura. All'interno di questo vi è lo spalma incentivi: “In questa sede abbiamo votato il Destinazione Italia, un provvedimento del precedente governo conteneva una spalmatura volontaria degli incentivi. Stiamo lavorando in questo momento al decreto ministeriale che dia attuazione a quella previsione del decreto legge. Sappiamo che questo avrà un impatto significativo sulle rinnovabili diverse dal fotovoltaico,” ha detto De Vincenti.

Nel Destinazione Italia, è legata a questa operazione la possibilità di accedere al sostengo e ai rifacimenti. Col fotovoltaico questo problema non si pone. Ci stiamo oggi ponendo il problema di come affrontare il nodo del fotovoltaico. Stiamo valutando diverse opzioni con un approccio che intenda evitare effetti retroattivi sugli incentivi e che preveda non un taglio sul volume complessivo degli incentivi ma una sua rimodulazione nel tempo, e lo stiamo facendo dialogando coi soggetti interessati, con le associazioni del fotovoltaico e con i soggetti finanziatori di questi investimenti, con l'obiettivo di non intaccare la fiducia degli investitori del nostro paese e rafforzando il sostegno che il governo vuole dare alle fonti rinnovabili”. Il Ministro, infatti, ribadisce che il fotovoltaico non resterà privo di aiuti ma potrà continuare ad usufruire delle detrazioni fiscali.

Inoltre, il prezzo dell'energia elettrica, secondo De Vincenti è più elevato del 30% rispetto a quelli applicati alle imprese a livello comunitario. “Si sono cristallizzati via via quelli che chiamerei trattamenti di maggior favore per diverse categorie. Su queste voci stiamo lavorando per incidere in modo equilibrato e sostenibile, in modo da ottenere dei risparmi che possiamo cementare per la riduzione del prezzo dell'elettricità per le PMI fino al 10% della bolletta.”.

È molto importante che il viceministro abbia annunciato l'intenzione del Governo di rendere strutturali le detrazioni fiscali per l’efficienza energetica in edilizia, come chiesto all’unanimità da una risoluzione congiunta delle Commissioni Ambiente e Finanze, concordando sull’esigenza di confermare l'aliquota al 65% e valutando la possibilità di usare per l’efficienza energetica anche fondi europei non utilizzati,” è stato il commento di Ermete Realacci, Presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera. “Proprio il credito di imposta per le ristrutturazioni e l'eco-bonus in edilizia è stata la misura più efficace messa in campo dal governo nel 2013 per l’occupazione: secondo i dati di Cresme e Servizio studi della Camera ha prodotto 28 miliardi di investimenti, qualificando il sistema imprenditoriale del settore e garantendo quasi 340 mila posti di lavoro tra diretti e indotto".

Di recente, il Gse aveva lasciato intendere che la fine degli incentivi per le FER sarebbe arrivata prima di quanto ipotizzato, entro gennaio 2015. Attualmente, gli ultimi aggiornamenti sul contatore forniti dal Gestore indicano che fino al 28 febbraio 2014 erano stati consumati circa 5,037 miliardi di euro lasciando ancora a disposizione poco meno di 800 milioni.