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minacceLa minaccia dello "spalma rinnovabili" continua a incombere sulle rinnovabili italiane. La misura, pensata per ridurre del 10% la bolletta delle piccole e medie imprese attraverso un taglio dei contributi alle rinnovabili operato spalmando gli aiuti su 27 anni anziché su 20, potrebbe approdare all'interno del pacchetto del governo sulla competitività di giugno.

Il ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, rassicura: il governo vuole continuare a sostenere lo sviluppo delle fonti rinnovabili e della green economy. Ma le sue parole non convincono le associazioni di settore, che lanciano proposte alternative meno dannose e "assassine".

ASTE - Per il Coordinamento Free, Fonti Rinnovabili ed efficienza energetica, associazione che raccoglie oltre 30 associazioni del settore, ad esempio, è possibile ottenere un risultato per lo meno uguale, come riduzione dei costi, mediante un'asta (o più aste) per l'assegnazione del rimborso anticipato degli incentivi residui ai produttori fotovoltaici che abbiano offerto i tassi di sconto più elevati. Il costo dell'operazione verrebbe coperto dalla emissione di obbligazioni a tassi di interesse inferiori alla soglia minima del tasso di sconto fissato per partecipare all'asta.

"Questa proposta, fatta pervenire in via informale ad ambienti del MiSe già il 30 aprile scorso, è stata successivamente comunicata anche a esponenti del mondo politico e bancario, oltre che a operatori del settore. Confortati dal consenso acquisito, la rendiamo pubblica in una versione che tiene conto dei suggerimenti ricevuti. Su questa base si può trovare una soluzione positiva" ha dichiarato stamani G.B. Zorzoli, presidente del Coordinamento.

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FISCALITA' AMBIENTALE - Assorinnovabili individua 8 ipotesi alternative che, oltre ad essere più eque, eviterebbero impatti e ricadute negative per il settore della Green Economy e porterebbero a risparmi ancor più rilevanti sulle bollette elettriche e più in generale per il Paese. Tali proposte sono state inviate al Governo lo scorso venerdì 16 maggio e consistono in:

  1. revisione del mercato dei servizi di dispacciamento;
  2. revisione degli oneri impropri, oggi presenti nelle bollette delle PMI;
  3. intervento sulle convenzioni CIP6 a fonti assimilate che non hanno ancora beneficiato della prevista risoluzione facoltativa;
  4. riduzione di parte degli oneri dell'A3 tramite cartolarizzazione dei crediti commerciali vantati dal GSE;
  5. pacchetto di opzioni veramente volontarie e non ricattatorie (nel quale potrebbero rientrare: spalma incentivi con clausole salva burocrazia e salva modifiche retroattive; meccanismo di risoluzioni anticipate da Conti Energia);
  6. implementazione di SEU virtuali;
  7. trasferimento in bolletta dei vantaggi generati dalle fonti rinnovabili (circa 7-8 miliardi di euro) e degli aggravi che già pagano;
  8. introduzione di un sistema fiscale green basato sul principio "Chi inquina paga".

"Il nostro documento - dichiara Agostino Re Rebaudengo, presidente di assoRinnovabili – si inserisce nel quadro di un dialogo costruttivo con il Governo. Ribadiamo la nostra disponibilità ad analizzare e approfondire insieme proposte che abbiano l'obiettivo di rilanciare l'economia con un approccio win win, senza penalizzare una delle poche leve di crescita, quella dell'energia green, che può assicurare un futuro sostenibile al nostro Paese. Le misure retroattive, che già impattano sul fotovoltaico per un miliardo di euro all'anno, sono incomprensibili per i mercati finanziari internazionali, generano contenziosi e, soprattutto, sono disastrose per il Paese".

Se nemmeno una di queste alternative venisse presa in considerazione, cosa accderebbe? In primis, gli investitori, che hanno fatto affidamento su contratti certi firmati con un'azienda dello Stato Italiano (GSE), congeleranno tutti i progetti di sviluppo in Italia e il piano infrastrutturale verrà boicottato; il sistema del credito, poi, avrà forti sofferenze e rallenterà la ripresa economica del Paese, mentre la stragrande maggioranza degli operatori fallirà, con seri impatti occupazionali e gravi impatti anche sul sistema bancario.

Ne vale la pena? Ecco, chiaramente tutto dipende dagli interessi in gioco. Quelli taciuti e sottesi. Anche perché, buffo a dirsi, l'obiettivo del Governo di ridurre le bollette elettriche è già stato ottenuto proprio grazie alle fonti rinnovabili, che nell'ultimo anno e mezzo hanno fatto diminuire il prezzo dell'energia elettrica all'ingrosso da 70 a 45 €/MWh per un risparmio complessivo compreso tra 7 e 8 miliardi di euro.

"Se le PMI e i cittadini non hanno ancora ottenuto questi benefici non è certo responsabilità delle rinnovabili", conclude Re Rebaudengo.

Roberta Ragni

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