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rinnovabili bollette australiaCosa accadrebbe se i paesi non puntassero sulle rinnovabili? A breve termine le bollette elettriche potrebbero subire un leggero calo, ma a lungo termine rinunciare alle energie pulite potrebbe bastonare i consumatori. Lo dice una nuova analisi condotta dal Clean Energy Council e che prende come esempio l'Australia.

Mentre in Italia si valuta la possibilità di coprire l'eventuale taglio delle bollette con uno spalma-incentivi forzato che graverà sopratutto sugli operatori delle rinnovabili, altrove si fa il punto della situazione cercando di non dare la colpa alle energie pulite dei rincari in bolletta, dimostrando al contrario che in una strategia a lungo termine esse potrebbero far risparmiare in media 50 dollari in bolletta dal 2020.

Numeri alla mano, l'Australia ne è certa. Il nuovo studio pubblicato oggi mostra che i prezzi futuri dell'energia elettrica saranno più bassi col Ret, il Renewable Energy Target, la politica volta a favorire la diffusione delle rinnovabili nel paese.

Senza il Ret, le famiglie pagherebbero più di mezzo miliardo di dollari all'anno per l'energia elettrica fino al 2020 e fino a 1,4 miliardi in più ogni anno successivo. L'analisi ha rilevato che le bollette delle famiglie scenderebbero leggermente negli anni appena successivi all'abolizione del Ret: 11 dollari il primo anno , 22 il secondo, 16 il terzo e 11 dollari il quarto. Ma la stangata arriverebbe a lungo termine, con 50 dollari in più. “Ciò significa che una famiglia media avrebbe pagato circa 50 dollari extra all'anno per le bollette elettriche nel 2020 - se il Renewable Energy Target fosse stato cancellato - e fino a 140 dollari all'anno in più oltre quella data,” ha spiegato David Green, Chief Executive del Clean Energy Council.

Il Ret è stato progettato per garantire all'Australia almeno il 20 per cento dell'elettricità da fonti rinnovabili come fotovoltaico, eolico e idricoelettrico entro la fine del decennio. La politica è attualmente in fase di revisione e ciò sta creando incertezza tra gli investitori. Non si tratta però solo di bollette.

Le rinnovabili fanno bene anche agli investimenti. Lo studio ha infatti dimostrato che la rimozione del target nel paese non solo comporterebbe bollette elettriche più elevate ma metterebbe a rischio anche 14,5 miliardi di dollari di investimenti nell'economia australiana e 18.400 posti di lavoro.

Senza contare che l'abolizione del target aumenterebbe anche la dipendenza dal gas, sempre più costoso, e dalle vecchie e inquinanti centrali elettriche a carbone. “I recenti aumenti dei prezzi nel Queensland e Nuovo Galles del Sud rafforzano la stima che il prezzo del gas aumenterà drammaticamente in questo decennio,spiega l'esperto.

Al contrario, una politica mirata sulle rinnovabili aiuterebbe non solo i consumatori mettendoli al riparo dall'aumento dei costi dell'energia, ma anche gli investitori offrendo loro miliardi di dollari in investimenti e infine i lavoratori, creando migliaia di posti di lavoro.

Francesca Mancuso

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