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africa sub rinnovabili 00Rinnovabili e tecnologie pulite possono accelerare lo sviluppo dell'Africa subsahariana, favorendo un più ampio accesso della popolazione all'energia e creando opportunità economiche per milioni di dollari: è questa la conclusione a cui giunge un nuovo report pubblicato dal think tank ambientalista britannico, realizzato con il supporto di WWF, Greenpeace, RSPB e Christian Aid.

Secondo dati ONU, nell'Africa subsahariana sono 585 milioni le persone che non hanno accesso all'energia - pari a circa il 70% della popolazione dell'intera regione - e che sono obbligate a utilizzare mezzi di fortuna o strumenti "vecchi" e nocivi (come la legna o le lampade a kerosene) per cuocere i cibi e illuminare le proprie abitazioni. La mancanza di elettricità determina condizioni di disagio che finiscono per ripercuotersi, inevitabilmente, su tenore di vita, salute, educazione e attività economiche.

Per centrare l'obiettivo ONU di rendere l'energia accessibile a tutti entro il 2030 è necessario triplicare la capacità elettrica attualmente disponibile nell'intera area: un cammino difficile da compiere se si mantengono le condizioni attuali e si persevera sulla via della fonti energetiche tradizionali.

Il report di Green Alliance, The low carbon energy lift: powering faster development in sub-Saharan Africa, sottolinea infatti come realizzare le infrastrutture necessarie per espandere la rete elettrica esistente, già datata e inefficiente, e portarla a tutta la popolazione sia un processo molto lungo e costoso. Al contrario, sarebbe molto più rapido ed economico puntare su soluzioni rinnovabili off grid, meno inquinanti, più gestibili ed efficienti e comunque in grado di creare nuovi posti di lavoro e di dare impulso alle economie locali.

Anche perché, sottolinea il report, le rinnovabili sono già presenti in forme diverse nei Paesi dell'Africa subsahariana e costituiscono un mercato in espansione, capace di attrarre nuovi investimenti anche in un momento di crisi del settore.

In particolare, stando alle previsioni di Green Alliance, nel solo Ghana il solare determinerà la creazione di circa 4.000 nuovi posti di lavoro nei prossimi anni, mentre la capacità geotermica del Kenya dovrebbe raddoppiare da qui al 2030 e in Etiopia si prevede una crescita dell'eolico pari all'8% nei prossimi venti anni. Nel solo Kenya, infine, la diffusione delle lampade solari, che hanno sostituito le ben più costose e inquinanti lampade a kerosene, ha già contribuito a preservare il 12% del reddito medio delle famiglie.

Esempi significativi che mostrano come il connubio tra rinnovabili e tecnologie pulite si stia rivelando di successo e stia già apportando enormi benefici alla popolazione africana.

Lisa Vagnozzi

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