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little sun elettricità 0Il progetto Little Sun ha l'obiettivo di portare energia pulita, sicura e a basso costo a 1,6 miliardi di persone che non hanno ancora accesso alla rete elettrica, in particolare in Africa, attraverso la distribuzione capillare di una particolare lampada ad energia solare.

Ancora oggi, oltre un miliardo di persone (di cui 585 milioni nella sola Africa subsahariana) non hanno accesso all'energia: numeri imponenti, che hanno spinto ONU e Banca Mondiale a lanciare Sustainable Energy for All, un programma che mira a portare la rete elettrica in tutte le aree abitate del Pianeta entro il 2030. Nel frattempo, numerose organizzazioni e diversi istituti di ricerca si sono concentrati sullo sviluppo di soluzioni off-grid, per dotare di impianti di illuminazione le popolazioni isolate.

Tra le soluzioni ideate c'è la lampada Little Sun, nata dalla collaborazione tra l'artista Olafur Eliasson e l'ingegnere Frederik Ottesen e presentata ufficialmente nel 2012 alla Tate Modern di Londra, entrando a far parte, dopo quella data, della collezione di design del Centre Pompidou di Parigi.

Oltre ad avere un aspetto molto accattivante – è una sorta di fiore luminoso del diametro di 12 cm e del peso di appena 120 grammi - Little Sun è un dispositivo dotato di celle solari altamente efficienti e di una batteria ricaricabile: con 5 ore di carica al sole si ottengono 10 ore di illuminazione "soft" oppure 4 ore di illuminazione "a giorno". La batteria ha una durata di due o tre anni, prima che sia necessario sostituirla.

La lampada viene commercializzata a un prezzo più elevato (poco più di 20 euro) nelle aree collegate alla rete elettrica, in modo da poter essere venduta ad un prezzo più basso ed accessibile nelle aree off-grid. Al momento, Little Sun è acquistabile in sette Paesi africani (Zimbabwe, Kenya, Etiopia, Burundi, Senegal, Uganda, e Sud Africa), oltre che in Europa, Stati Uniti, Canada, Australia e Giappone.

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Nelle zone non collegate alla rete elettrica, in cui la popolazione utilizza ancora lampade a kerosene, la diffusione di Little Sun potrebbe comportare un notevole miglioramento delle condizioni di vita. Il kerosene sprigiona infatti fumi tossici, nocivi per la salute e per l'ambiente, oltre a essere una fonte di energia costosa: si calcola che, in media, una famiglia africana giunga a spendere circa il 20% del proprio budget annuale per acquistarlo.

Il progetto Little Sun non vuole limitarsi a portare la lampada nelle aree sprovviste di elettricità: l'obiettivo è far nascere una rete di distribuzione in loco, invitando le persone a creare piccole imprese per commercializzarla e aiutandoli con un fondo a sostenere le spese iniziali del business. In questo modo, si punta sia a rifornire le popolazioni isolate di energia e sia ad aiutarle a far fiorire l'economia locale, rendendole il più possibile indipendenti.

Il progetto è molto ambizioso e ha già convinto numerosi investitori: tra questi, il gruppo Bloomberg, che fa capo all'imprenditore ed ex-sindaco di New York Michael Bloomberg, che ha deciso di contribuire all'iniziativa con un impact investment di 5 milioni di dollari, attraverso la controllata Bloomberg Philanthropies.

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Lisa Vagnozzi

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