Menu

eon abbandona desertecIl colosso tedesco dell'energia E.On annuncia l'abbandono del faraonico progetto Desertec. Anche altri grandi player si ritirano e il sogno di alimentare l'Europa con le rinnovabili africane si allontana sempre di più.

Deutsche Welle riporta la notizia che E.On non rinnoverà, a fine 2014, il contratto di partecipazione alla Desertec Industrial Initiative abbandonando, di fatto, il progetto da 400 miliardi di euro per la creazione di un rosario di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili (solare termodinamico, fotovoltaico ed eolico) in Nord Africa finalizzato alla copertura del 15% dei consumi elettrici europei entro il 2050.

E non è la sola big a ritirarsi: anche il gruppo bancario tedesco HSH Nordbank ha deciso di uscire da Desertec. Nei mesi scorsi erano state Siemens e Bosch ad abbandonare il progetto. Al contrario un'altra grande compagnia energetica della Germania, RWE, ha deciso di confermare il suo impegno nell'iniziativa.

Desertec, forse, si sta rivelando un progetto troppo ambizioso. Di sicuro a scoraggiare gli investimenti in Nord Africa ci sono le note vicende politiche legate alle primavere arabe, tutte fonte di speranza inizialmente e instabilità in un secondo momento. L'idea stessa di produrre energia in Africa per poi trasportarla con enormi cavi ad altissima tensione in Europa è tecnicamente fattibile, ma allo stesso tempo rappresenta una grande sfida.

Anche dal punto di vista economico: il tutto regge se c'è abbastanza energia da esportare in Europa e se l'Europa è disposta a pagarla abbastanza cara da ripagare i costi. Le stime sulla crescita dei consumi elettrici nordafricani, invece, suggeriscono la possibilità che gran parte di quell'energia possa essere consumata sui mercati locali. Dove, però, difficilmente nei prossimi decenni si formeranno prezzi dell'energia sufficientemente alti da ripagare le infrastrutture.

Il problema, quindi, è soprattutto il trasporto dell'elettricità attraverso il Mediterraneo che fa salire notevolmente i costi fissi e, allo stesso tempo, aumenta di molto il capitale iniziale dell'investimento mettendone a rischio la copertura successiva. Tutti si chiedono, a questo punto, se Desertec sia già morto prima di nascere.

Peppe Croce

Leggi anche:

Energia solare: vantaggi e svantaggi del progetto Desertec

GreenBiz.it

Network