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crisi termoelettrico dati terna marzo 2014I dati Terna su produzione e consumo di energia elettrica nel primo trimestre 2014 confermano un trend già visto da mesi: crollo dei consumi, crisi del termoelettrico, crescita delle rinnovabili.

Eolico a parte, la scena si ripete quasi uguale a sé stessa ogni mese con la pubblicazione del Rapporto mensile sul sistema elettrico da parte di Terna, l'operatore nazionale di rete italiano. I dati pubblicati questo mese, inoltre, ci permettono di ragionare sull'intero primo trimestre 2014, appena terminato.

I consumi complessivi di energia elettrica, causa crisi, continuano a scendere: -3,7% rispetto a marzo 2013. Sempre mese su mese cresce il peso dell'idroelettrico (+19,7%), della geotermia (+5,2%), del fotovoltaico (boom: +36,9%) e le importazioni di energia dall'estero (+26,6%). Perdono il termoelettrico (-17,7%), l'eolico (-24,8%) e le esportazioni (-33,6%).

dati terna marzo 2014

Se guardiamo all'intero trimestre crescono l'idroelettrico (+33,7%), la geotermia (+5,2%), il fotovoltaico (+16,3%) e le importazioni (+9,7%) mentre scendono termoelettrico (-15,3%), eolico (-7,6%) ed esportazioni (-26,3%). Sempre rispetto allo stesso primo trimestre 2013.

dati terna primo trimestre 2014

Di fronte a questi dati – ha commentato il presidente di Assoelettrica Chicco Testa – crediamo che una revisione delle regole che governano il mercato elettrico e soprattutto una radicale riforma delle tariffe elettriche non sia più procrastinabile, pena porre le imprese del settore in una situazione di crescente difficoltà, che in alcuni casi potrebbe rivelarsi fatale. Non è più ammissibile, se mai lo è stato in passato, che, a fronte di un mercato liberalizzato su scala europea, in Italia permanga un sistema tariffario che penalizza chiunque decida di rendere più efficienti i propri consumi. Basta aumentare oltre i 3 kW la potenza impegnata in una abitazione perché la tariffa finale schizzi oltre i 30 cent a kWh, per non parlare delle piccole e delle medie imprese sulle quali viene fatto gravare gran parte dell’enorme fardello degli oneri di sistema, ingigantiti dagli spropositati incentivi concessi in passato al fotovoltaico”.

Questo trend (calo dei consumi, crescita delle rinnovabili, crollo e conseguente crisi economica del termoelettrico) si ripete da svariati trimestri. Il peso dell'intero comparto termoelettrico si aggira oggi mediamente intorno al 50%. Ma questa percentuale andrebbe depurata da una quota di rinnovabili termoelettriche, come gli impianti a biomassa e biogas.

Se non ci sarà, come è molto probabile, una crescita dei consumi di energia elettrica, il termoelettrico tradizionale a gas, olio e carbone diventerà presto marginale. È assai probabile che, con l'arrivo della bella stagione e del sole, il fotovoltaico metterà ancora di più in crisi le fonti fossili. Aspettiamoci, per questo, una nuova offensiva antirinnovabili in estate.

Peppe Croce

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