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bandiera uePacchetto clima-energia, il futuro energetico dell'Europa al 2030 è ancora tutto da scrivere. Nonostante la due giorni di incontri dei rappresentanti istituzionali del Consiglio europeo, la decisione sembra, con tutta probabilità, possa venire rinviata a ottobre, proprio durante la Presidenza europea di Renzi e dell'Italia.

Secondo il progetto trapelato dalla due giorni di riunioni, il pacchetto sarà definitivo solo tra qualche mese. Dovrebbe includere una sostituzione del target di energia rinnovabile esistente del 20% per il 2020. Sarebbe stato proposto, infatti, un obiettivo del 27% per l'UE nel suo complesso, senza singoli obiettivi nazionali.

Alcuni Stati membri sostengono che la rimozione di obiettivi nazionali consenta loro una maggiore flessibilità per ridurre le emissioni attraverso altri approcci come la cattura e stoccaggio del carbonio, l'energia nucleare e l'efficienza energetica. Il pacchetto 2030 potrebbe anche contenere dettagli sulle mosse per livellare e uniformare le politiche di sostegno alle rinnovabili fra tutti gli Stati membri.

Ricordiamo che la Commissione europea ha proposto il 22 gennaio scorso un target vincolante di riduzione delle emissioni di CO2 di almeno il 40%, un target vincolante a livello europeo, ma non a livello nazionale, del 27% di energie rinnovabili e un rinvio a giugno del target per l'efficienza energetica.

Intanto, il presidente Barroso ha accolto con favore le decisioni prese in materia di sostegno dell'UE all'Ucraina e le conseguenze dell'annessione della Crimea alla Russia.

Oggi, al secondo giorno della riunione del Consiglio europeo il presidente ha anche presentato ai capi di Stato e di governo le priorità energetiche e climatiche per l'Europa. Ma a far tremare le gambe all'Europa è proprio la crisi ucraina, che potrebbe però essere il trampolino di lancio per l'indipendenza energetica dell'Ue. Per questo, i leader hanno chiesto una tabella di marcia urgente e precisa per ridurre la dipendenza energetica dell'Europa dalla Russia.

I leader dell'Unione europea continueranno a discutere anche oggi sugli obiettivi climatici ed energetici all'ombra della crisi causata dalla annessione della Crimea alla Russia. Anche se permangono notevoli divari tra gli stati dell'Europa occidentale e quelli dell'Europa centrale e orientale, la crisi sta dimostrando che è necessaria una maggiore indipendenza energetica per l'Ue. Entro i prossimi tre mesi occorrerà dunque elaborare un piano per ridurre la dipendenza dell'Unione europea dalle fonti di energia non-Ue, come il gas russo.

Gli sforzi per ridurre i tassi di dipendenza energetici elevati del gas in Europa dovrebbero essere intensificati, in particolare per gli Stati membri più dipendenti”,si legge nel documento UE. “Il Consiglio europeo invita la Commissione a condurre uno studio approfondito sulla sicurezza energetica dell'Ue e a presentare entro giugno 2014 un piano globale per la riduzione della dipendenza energetica dell'Unione europea”.

Ma non è detto, purtroppo, che la soluzione possa essere fornita dalle rinnovabili. Gli Stati membri potrebbero anche chiedere un aumento delle importazioni di energia dagli Stati Uniti e potrebbero rivolgersi agli Usa per abbandonare le restrizioni sulle esportazioni di gas naturale.

Dopo il tweet bombing di GreenPeace, anche i giovani sono scesi in piazza a protestare in Germania, Repubblica Ceca, Svezia, Slovacchia e Bielorussia. Tutte le persone coinvolte nella protesta hanno indossato il simbolo del futuro: un cerchio intorno ad un occhio.

protesta cerchio

Foto: Tcktcktck

Proteste anche nel Regno Unito, dove un gruppo di giovani che fa capo a Ukycc.org invita i leader ed in primis il primo ministro Cameron a guardare al futuro delle nuove generazioni inasprendo la lotta contro i cambiamenti climatici. Ecco il loro video: