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biologico russiaIn Russia il biologico è in crescita nonostante la crisi e i problemi finanziari nazionali e internazionali. Embargo e sanzioni stanno incrementando la produzione agricola nazionale, soprattutto per quanto riguarda il biologico.

La domanda di prodotti biologici è in crescita nella nazione e va oltre la crisi politica e finanziaria. L'embargo sull'importazione di prodotti alimentari europei imposto dalla Russia nel 2014 agisce da incentivo per la produzione nazionale.

Gli esperti vedono in ciò anche un potenziale per gli investimenti esteri. L'embargo infatti ha privato la Russia di una parte significativa di prodotti bio ed ecologici importati. In precedenza non meno del 95% dei prodotti bio veniva acquistato grazie alle importazioni. Si trattava soprattutto di frutta e verdura fresca, latticini, frutta a guscio e alimenti essiccati provenienti da Germania, Italia, Svizzera, Stati Uniti, Franca e Canada.

Il restante 5% proveniva dai circa 100 produttori russi certificati. Per quanto riguarda il biologico, la Russia produce latte e latticini, carne, pollame e cereali. Il mercato degli alimenti bio ha iniziato a svilupparsi attivamente in Russia tre anni fa e in così breve tempo è cresciuto del 20%.

La domanda interna supera ancora l'offerta. I principali acquirenti di prodotti bio sono i genitori che li acquistano per i figli. Abbiamo poi i consumatori benestanti che seguono stili di vita sani e hanno un'età compresa tra i 22 e i 45 anni.

L'impatto delle sanzioni sui prodotti importati dall'estero secondo gli esperti potrebbe essere d'aiuto per i produttori nazionali del biologico. Circa il 55% dei russi infatti sarebbe pronto ad acquistare prodotti biologici ed ecologici. Ecco allora che per i produttori del settore sarebbe il momento ideale per gli investimenti.

La Russia ha infatti a disposizione circa 40 milioni di ettari di terreni incolti non trattati con fertilizzanti di sintesi e adatti per la coltivazione di prodotti eco-compatibili. La disponibilità di tali terreni potrebbe attrarre i produttori stranieri di alimenti bio. Ad esempio, in Europa il mercato del biologico vive una fase di ampio sviluppo, ma deve affrontare una carenza di materie prime e terreni adatti.

Dunque la Russia potrebbe superare i rivali stranieri e decidere di utilizzare i terreni a propria disposizione per l'agricoltura biologica e sostenibile. La Russia potrebbe aprirsi ad un nuovo mercato sfruttando la domanda crescente e le potenzialità del biologico. Potrebbe anche decidere di aprirsi agli investimenti dall'estero per mettere a disposizione i propri terreni a grandi aziende del settore.

Nel frattempo, per fare in modo che la popolazione abbia a disposizione prodotti freschi, la Russia nella prima parte dell'anno ha aumentato l'importazione di mele dall'Ucraina. In ogni caso prima del boicottaggio il settore del biologico in Russia era fortemente dipendente dalle importazioni, mentre ora qualcosa potrebbe cambiare a livello nazionale.

La crescita degli ultimi tre anni ha portato il settore a raggiungere il valore di 135 milioni di euro. Gli analisti russi si aspettano che il dato possa crescere ancora nonostante la crisi, dato che i consumatori che in precedenza hanno optato per i prodotti importati ora sceglierebbero prodotti biologici nazionali.

Marta Albè

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